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3 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 10:00
Salvatore Cuffaro è stato arrestato e da oggi si trova agli arresti domiciliari. Torna in stato di detenzione vent’anni dopo l’inchiesta che lo ha portato alla condanna per favoreggiamento alla mafia: nel 2015 era stato scarcerato dopo aver scontato cinque anni. È quanto disposto dal gip di Palermo per l’ex presidente della Regione siciliana, indagato con altre 17 persone, a vario titolo, per associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione. Per la procura Totò Vasa Vasa sarebbe al vertice di un’associazione criminale, un comitato d’affari occulto che ruoterebbe intorno a un presunto sistema di appalti pilotati nella sanità e assunzioni di soggetti segnalati dall’ex governatore e dai suoi sodali. La misura cautelare era stata chiesta dai pm agli inizi di novembre. Il gip ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari, pur riqualificando la contestazione da corruzione a traffico di influenze. Il giudice, che come prescrive la legge ha interrogato gli indagati prima di decidere, ha invece respinto la richiesta di arresto di Saverio Romano, deputato e coordinatore di Noi Moderati, anche lui coinvolto nell’inchiesta. Davanti al gip di Palermo, durante l’interrogatorio preventivo, Cuffaro si era avvalso della facoltà di non rispondere, ma aveva reso dichiarazioni spontanee. E in quella occasione, come si legge nella misura cautelare che ha portato Cuffaro agli arresti domiciliari, aveva ammesso “qualche errore“.










