Le condizioni dell'autorimessa di via Chiana, a fianco al mercato Trieste
Otto anni e mezzo di promesse e annunci, otto anni e mezzo di degrado e rischi per l'incolumità di passanti, clienti e operatori del mercato. A via Chiana 109 l'associazione che gestisce il mercato Trieste è arrivata al limite della sopportazione e chiede al sindaco Roberto Gualtieri di velocizzare l'iter per la riqualificazione del parcheggio multipiano chiuso a dicembre 2017 per lavori straordinari strutturali eimpiantistici di adeguamento alle normative vigenti. Il mercato Trieste protesta contro l'abbandonoUna richiesta è stata messa nero su bianco negli ultimi mesi dall'Ags Mercato Trieste, guidata da Amedeo Valente, alla quale però non è arrivata una risposta. E così venerdì 22 maggio alle 9.30, di fronte al mercato, tutti gli operatori si fermeranno e protesteranno insieme ad abitanti e clienti. Un “remake” della manifestazione di settembre 2021, quando l'appello venne rivolto alla minisindaca uscente del II municipio Francesca Del Bello, con l'amministrazione capitolina che stava per cambiare, da Raggi a Gualtieri. Dopo quasi cinque anni non è cambiato niente. Il parking multipiano chiuso dal 2017La chiusura del parcheggio ha portato via 420 posti auto, preziosissimi per la zona. Un “handicap” che il mercato paga in termini di clientela, e che si riversa su tutta la zona sempre più congestionata. Non solo. L'abbandono del multipiano causa problemi strutturali e rischi anche per la tenuta del mercato stesso, come più volte denunciato dagli operatori: “Come dimostrato dagli innumerevoli interventi dei vigili del fuoсо, assistiamo a continui crolli di calcinaccio dai cornicioni e di frammenti di vetri dai finestroni, zone in stato di grave ammaloramento. Non solo. Le continue infiltrazioni di acqua, provenienti dai piani superiori, in particolare dal secondo piano e dal piano terrazzato, stanno penetrando nel mercato e nei negozi perimetrali, causando danni progressivamente più ingenti” denunciano gli operatori. Le infiltrazioni mettono a rischio il mercatoC'è un'infiltrazione che spaventa particolarmente chi lavora nel mercato e interessa la parte centrale di quest'ultimo. Costituita da cartongesso, a coprire una struttura in ferro, l'opera è stata realizzata durante l'ultima ristrutturazione del mercato, inaugurato nella sua nuova veste solo a gennaio 2020, subito prima del Covid: "Difficile comprendere come si possano investire soldi pubblici per ristrutturare un mercato, tra i più interessanti di Roma, per poi lasciare il contesto nel quale è ubicato nel più totale abbandono, dovuto a lungaggini amministrative che non siamo piùintenzionati a sopportare". Che fine ha fatto il “project financing”A dicembre 2024 l'amministrazione capitolina, dopo alcuni interventi di messa in sicurezza interni al multipiano (anche a spese del municipio II), ha sventolato bandiera bianca e cercato aiuto nei privati, lanciando un bando di riqualificazione in finanza di progetto ("project financing"). Un progetto che ancora non vede luce: l'operatore sarebbe stato scelto, ma non se ne sa più nulla e forse le nuove regole imposte da una recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Ue, datata febbraio 2026, potrebbe mettere tutto in discussione. I lavori fatti e i problemi strutturali persistentiTre anni prima dell'avvio del bando, però, era stato approvato il progetto esecutivo per i lavori per risolvere infiltrazioni e fessure nelle travi rilevate da Atac e dal dipartimento Mobilità. Se ne è occupata la Sacco Giovanni Srl, a partire dall'aprile del 2022 e fino a novembre 2023. Non sono serviti. Roma Servizi per la Mobilità ha condotto una campagna di indagini concentrandosi su fessurazioni, lesioni, infiltrazioni e deterioramenti e già prima che si concludessero i lavori, nell'estate del 2023 consegnava una relazione tecnica che confermava "segni di sofferenza delle strutture di elevazione, con anomalie quali fessurazioni, lesioni, deterioramenti, fenomeni fessurativi e lesionativi delle travi e dei solai riconducibili a infiltrazioni e/o sovraccarico". Le condizioni del solaio sopra al quale i camion dovrebbero sostare per lo scarico e carico merci del mercatoL'ultima relazione tecnica che stronca il parcheggioMa c'è una relazione tecnica ancor più recente che conferma lo stato d'abbandono e la pericolosità del multipiano, denunciata da anni dagli operatori del mercato e causa della protesta del 22 maggio. Il 30 marzo scorso un architetto del municipio, funzionario del servizio di manutenzione Patrimonio Extrascolastico e Verde, ha consegnato un'analisi dettagliata, con allegate fotografie, dello stato dell'immobile. E non lascia spazio alle interpretazioni: "Le cause che hanno provocato e continuanoa provocare danni all’edificio e in particolare alle parti d’opera, nonché rischi per la salute e sicurezza pubblica, sono: l'incapacità dell'impianto di regimazione e smaltimento delle acque piovane per mancata manutenzione e mancanza di pluviali, infiltrazioni d'acqua piovana tramite le coperture per tutti gli altri solai intermedi, mancanza di attività di manutenzione ordinaria in copertura". “Situazioni di torale abbandono e ammaloramento”La relazione, protocollata il 10 aprile, sottolinea tutto ciò che non è stato mai fatto: “Riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e le opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”. Non solo. Mancata manutenzione ordinaria e straordinaria dell'autorimessa e delle facciate “che per il molto tempo trascorso ha creato situazioni di totale abbandono e ammaloramento”. Insomma, una fotografia impietosa dello stato dell'arte. Finestre con pannelli mancanti al secondo piano dell'autorimessaI danni economici per gli operatori"Senza entrare nel merito degli innumerevoli quanto travagliati episodi che hanno accompagnato questi anni di chiusura di un servizio così importante per il quartiere e per il mercato, va subito sottolineato che ad oggi la situazione è diventata non più sostenibile. Se durante questi anni abbiamo più volte sollecitato una rapida soluzione delle problematiche in essere, rilevando il danno economico per il mercato e il disagio per i cittadini, privati da un giorno all'altro di oltre 400 posti auto, ora dobbiamo aggiungere la crescente preoccupazione per i rischi connessi all'abbandono dellastruttura e alla totale assenza di qualunque opera di manutenzione ordinaria" denunciano gli operatori. La protesta del mercato e le richieste all'amministrazioneA marzo 2026 il presidente della commissione Commercio di Roma Capitale, Andrea Alemanni, spiegava a RomaToday che la speranza era di poter mandare a gara il progetto di riqualificazione, scelto tra i due arrivati sul tavolo del dipartimento Mobilità. Ma le cose potrebbero essere cambiate in negativo, e l'Ags che gestisce il mercato Trieste non è più disposta ad aspettare. Dopo il sopralluogo della stessa commissione capitolina a dicembre 2025 si aspettava un'accelerazione, che non c'è stata. Nelle prime settimane del nuovo anno si vociferava dell'intenzione di occupare il mercato, una protesta clamorosa per farsi ascoltare. L'opzione scelta è stata più soft, quella di una protesta che, però, terrà fermo il mercato per un'intera mattinata: “Cittadini, residenti e commercianti del quartiere Trieste: è il momento di farci sentire. La struttura di Via Chiana è chiusa ormai da oltre otto anni. Chiediamo con forza la messa in sicurezza e l'apertura del parcheggio in tempi certi e veloci. Non possiamo più accettare l'immobilismo che soffoca il nostro quartiere, danneggia il commercio locale e rende impossibile la sosta. Inoltre il degrado avanzato dello stabile è ormai un pericolo costante per operatori e passanti”. Le condizioni delle pareti e dei soffitti nell'autorimessa di via Chiana“Aprire un piano e farlo gestire dall'Ags”Le richieste sono chiare e sempre le stesse ormai da tempo: un intervento immediato per la messa in sicurezza dei locali, un cronoprogeamma certo per la riapertura definitiva e l'apertura parziale di almeno un piano. Che presumibilmente sarebbe quello interrato, l'unico completamente rinnovato: “L'impiantistica è nuova, c'è un sistema anticendio del 2023, c'è spazio per circa 120 macchine” spiegava Alemanni sei mesi fa. E la gestione potrebbe andare all'Ags di Amedeo Valente. Ma di questo si discute da anni, e non sono ancora stati fatti passi avanti.











