MODENA. Otto sono le vittime mietute da Salim El Koudri sabato pomeriggio a Modena: il fatto che per fortuna nessuno di loro sia rimasto ucciso, non esclude per il 31enne italo-marocchino l’accusa di strage che lo ha portato in carcere. Le condizioni di tutte queste persone stanno migliorando poco a poco, anche se due donne sono ancora in pericolo di vita e per una terza, la turista tedesca a cui sono state amputate le gambe, lo scorso 16 maggio resterà per sempre la data in cui la sua esistenza è stata stravolta. «Ringrazio Modena e i modenesi, per l’aiuto che mi hanno dato, salvandomi la vita», ha detto la signora, 70 anni, residente nella regione della Renania, assistita all’ospedale civile di Baggiovara dalla sorella accorsa qui subito dopo i fatti. Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, ieri l’ha visitata insieme alla prefetta Patrizia Triolo. Con l'aiuto di una oss di origine tedesca, hanno conversato brevemente. Da circa due giorni, la signora è in grado di respirare e alimentarsi autonomamente e, una volta risolti gli aspetti organizzativi, potrà rientrare in Germania per proseguire lì le cure. «Ha una straordinaria forza d'animo e una grande serenità - ha detto Mezzetti all’uscita della clinica - ha mostrato gratitudine verso le istituzioni e la città, quando forse saremmo noi quelli che dovrebbero scusarsi». Il primo cittadino ha anche invitato la signora a tornare in Emilia in futuro, quando sarà completamente guarita e annunciato l’apertura di una raccolta fondi, per chi volesse contribuire economicamente ai loro bisogni.