HomeSienaCronaca"L’Arizona della Toscana". Come si è trasformata la ’nuova’ Val di MerseL’elogio nel diario di viaggio ’Turisti per caso’ di Andrea Misuri. Tutti i cambiamenti (in meglio) registrati negli ultimi venticinque anni.L’immagine che apre l’articolo su ’Turisti per caso’Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCome cambia la percezione di un territorio… Venticinque anni fa, la testata della Val di Merse, tra Montieri e Chiusdino, era diventata un simbolo internazionali della rovina dell’ambiente: le ex miniere sature di ceneri di pirite avevano cominciato a rilasciare acqua rossa carica di arsenico e metalli pesanti. E anche le "roste" dinanzi alla confluenza tra il fosso Ribudelli e la Merse cominciavano a essere guardate con sospetto.

Oggi - con in mezzo la milionaria opera di depurazione messa in piedi dalla Regione Toscana di concerto con l’Eni - quella stessa vallata è diventata… "l’Arizona della Toscana, un paesaggio straordinario dove la natura è dominata dal rosso più intenso".

In sintesi: un paradiso per il turismo di qualità, in uno scorcio del Granducato del tutto risanato, permeato dai toni accesi della pirite e degli altri minerali, e che ospita pure una delle più belle abbazie d’Italia, San Galgano, mèta turistica da ogni parte del mondo. "L’Arizona della Toscana" è decantata dal celebre diario di viaggio (anche digitale) ’Turisti per caso’ in un intervento molto preciso di Andrea Misuri, con già oltre 11mila lettori. In copertina proprio le famose "roste", di color ocra.