HomeArezzoCronacaUna grande mostra per Severini. Capolavoro futurista e 80 opere per celebrare l’artista cortoneseL’esposizione al Museo dell’Accademia Etrusca sarà aperta il 5 luglio e resterà fino al primo novembre. I prestiti dall’Estorick Collection di Londra, il Museo del Novecento di Milano e la Pinacoteca Vaticana . .L’esposizione al Museo dell’Accademia Etrusca sarà aperta il 5 luglio e resterà fino al primo novembre. I prestiti dall’Estorick Collection di Londra, il Museo del Novecento di Milano e la Pinacoteca Vaticana . .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciOttanta opere, un capolavoro futurista di quattro metri che arriva dal Centre Pompidou di Parigi e sessant’anni dalla morte del pittore che fece di Cortona e di Parigi due patrie: dal 5 luglio Palazzo Casali ospita "Gino Severini. Modernità come dialogo", la mostra internazionale con cui la città natale celebra uno dei protagonisti dell’arte del Novecento. L’esposizione, al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, sarà aperta fino al 1° novembre. Il pezzo forte è "La danse du Pan Pan à Monico" (1911-1960): una tela di quattro metri per 2,80 che non si vedeva in Italia da oltre trentacinque anni, prestata eccezionalmente dal Centre Pompidou di Parigi. L’opera, realizzata a Roma nel 1960, quando l’artista quasi ottantenne volle ricreare l’iconica tela del 1911 andata dispersa, arriva a Cortona accompagnata da un’installazione multimediale immersiva. Accanto ad essa, capolavori e rarità di Severini dialogano con opere di Boccioni, Balla, Picasso, Carrà e Soffici, e con testimonianze dell’arte antica che l’artista stesso indicò come fonti: dalla Madonna in trono del Maestro Lucchese (1240-1250) alle Gallerie dell’Accademia di Firenze ai bronzetti etruschi del MAEC. I prestiti coinvolgono, tra gli altri, l’Estorick Collection di Londra, il Museo del Novecento di Milano, la Pinacoteca Vaticana e il MART di Rovereto. La mostra, curata da Daniela Fonti e Margherita D’Ayala Valva, si articola in cinque sezioni che attraversano le stagioni decisive del Maestro: gli esordi divisionisti, la piena adesione al Futurismo con le iconiche Danseuses, la sintesi tra Cubismo e Classicismo, la pittura decorativa e le maschere della Commedia dell’arte, fino al capitolo inedito del dialogo tra Chiesa e modernità. Per la prima volta viene restituito in forma sistematica il ventennio 1925-1947 in cui Severini decorò numerose chiese nella Svizzera romanda, documentato attraverso bozzetti, taccuini e immagini in alta risoluzione realizzate con la collaborazione della SUPSI.
Una grande mostra per Severini. Capolavoro futurista e 80 opere per celebrare l’artista cortonese
L’esposizione al Museo dell’Accademia Etrusca sarà aperta il 5 luglio e resterà fino al primo novembre. I prestiti dall’Estorick Collection di Londra, il Museo del Novecento di Milano e la Pinacoteca Vaticana . .










