Nel 2026 ricorre il centenario di una delle più importanti conquiste del movimento dei lavoratori: la settimana lavorativa di cinque giorni, con il fine settimana libero.
Nel 1926 l’imprenditore Henry Ford adottò la settimana lavorativa di cinque giorni nelle sue fabbriche automobilistiche negli Stati Uniti, e lo stesso anno molti lavoratori ottennero il fine settimana libero nel Regno Unito.
“Questo modello è ormai così radicato nella nostra società da sembrare eterno e immutabile. Ma in realtà non ha radici in alcun testo storico o pratica religiosa, e non è stato ideato dagli antichi romani, greci o egizi. Nessuno ha mai condotto un’analisi oggettiva su come l’umanità debba suddividere il tempo dedicato al lavoro e al riposo, stabilendo che il modello attuale sia quello ideale”, spiegano Jared Lindzon e Joe O’Connor sul settimanale statunitense Time.
“Secondo alcune stime, per il 95 per cento della storia umana le persone hanno lavorato in media 15 ore alla settimana. Solo quando il lavoro si è spostato dai campi alle fabbriche, durante la prima rivoluzione industriale, l’orario si è impennato. Verso la fine dell’ottocento molti operai lavoravano cento ore alla settimana”, aggiungono i due giornalisti.






