Un libro nato quasi per caso, da una casa da svuotare e da alcune lettere ritrovate in fondo ai cassetti. È partito da qui il racconto di Paolo Kessisoglu, protagonista ieri pomeriggio al Circolo Canottieri dell’anteprima del festival “Il Fiume dei Libri”, che ha aperto simbolicamente la terza edizione della rassegna letteraria in programma dal 10 al 14 giugno. L’attore, conduttore e volto storico del duo Luca e Paolo ha presentato “Ieri è il momento giusto”, il suo primo romanzo, accompagnato dal direttore artistico della kermesse Riccardo Cavallero. Un libro che parla di padri e figli, di viaggi e identità, ma che affonda le radici nella sua storia personale. L’origine del romanzo è infatti legata alla perdita dei genitori, scomparsi a breve distanza l’uno dall’altra. Kessisoglu e la sorella, impegnati a svuotare la casa di famiglia, trovarono una serie di lettere d’amore che madre e padre si erano scritti nel corso degli anni. Pagine che restituivano il volto di due persone diverse da quelle che i figli avevano conosciuto. "Mia madre era la persona fragile più forte che io abbia mai conosciuto. Non aveva coni d’ombra", ha raccontato l’autore. "Papà invece aveva qualche spigolo, forse per questo ho raccontato più la figura paterna". Da quelle lettere è nata anche una domanda diventata il cuore del romanzo: "Ho mai veramente conosciuto i miei?". Un interrogativo che attraversa tutta la storia del protagonista Federico, fotografo costretto a rimettere insieme i pezzi della propria vita dopo la morte del padre. Un romanzo pieno di colpi di scena, "fino alla penultima pagina", ha aggiunto Cavallero. "Forse un genitore che non si apre non lo fa per distacco – ha riflettuto Kessisoglu – non si apre per timidezza". L’autore ha raccontato, scherzando con Cavallero, di non aver nemmeno pensato inizialmente di scrivere questo libro. Eppure tra le pagine emergono continui richiami autobiografici. Il debutto letterario di Kessisoglu segna anche una nuova tappa nel percorso dell’artista genovese, già impegnato negli ultimi anni anche sui temi dell’adolescenza e della fragilità giovanile. "La mia vita non è mai stata molto ordinata – ha affermato – ma la scrittura mi ha permesso di fare una cosa molto interessante che mi ha permesso di dividere le diverse attività".