Milano, 21 maggio 2026 – “Siamo un’università pubblica: il nostro scopo è consentire al maggior numero possibile di studenti di frequentare”. Marco Orlandi, rettore dell’università di Milano-Bicocca, parte da qui per spiegare il piano, approvato all’unanimità in Cda: la no tax area passa da 28mila a 30mila euro ed è previsto un ingresso progressivo nella tax area da 30mila a 30.500 euro, “garantendo al contempo tutti i servizi agli studenti, senza toccare il contributo dei fuoricorso e pagando sempre i tre milioni di euro per gli aventi diritto non beneficiari delle borse di studio che dovrebbero essere coperti da Stato e Regione”.

Quanti studenti ne beneficeranno?

“Dipenderà dalle iscrizioni e dall’Isee ma, sulla base dei dati odierni, circa 14mila studenti su 37mila, il 39%. E questo si chiama diritto di studio. Pensiamo che l’istruzione per la collettività sia un valore. Io ho avuto la fortuna di essere in Finlandia negli anni ‘90, quando era in crisi e aveva finanziato l’università, che era gratuita e premiava il merito. Sono usciti da qui Linux e i telefonini Nokia e il Paese ha vissuto di rendita per 20 anni. Proprio nei momenti di crisi bisogna investire sull’università”.

E anche nei momenti di calo demografico.