Il Rivet Joint della Raf era in missione Nato sul Mar Nero. Londra denuncia manovre “pericolose” e avverte Mosca sul rischio escalation

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Il ministero della Difesa del Regno Unito ha reso noto che un aereo da ricognizione RC-135 Rivet Joint, operante nello spazio aereo internazionale del Mar Nero, è stato intercettato in modo “pericoloso” e assolutamente non professionale da caccia russi che si sono avvicinati "fino a sei metri", attivando i sistemi di emergenza di bordo.Secondo quanto dichiarato da Londra, il ricognitore, di fatto un aereo spia appartenente al 51° Squadrone della Royal Air Force britannica, stava effettuando un “volo di routine a supporto delle operazioni NATO”, per contribuire alla sicurezza del fianco orientale dell’Alleanza Atlantica.I piloti del Rivet Joint, un quadrireattore basato sulla cellula dell’aereo da trasporto C-135 ma pesantemente modificato per integrare i sensori che gli consentono di identificare e georeferenziare segnali nello spettro elettromagnetico, sono riusciti a completare la missione nonostante le “manovre spericolate” degli intercettori russi, identificati visivamente come un Sukhoi Su-27 e un Sukhoi Su-35, entrambi caccia multiruolo codificati come “Flanker” dalla NATO.Stando a quanto riportato, il ricognitore, incaricato di fornire “informazioni cruciali sulla situazione per contribuire alla salvaguardia dei territori della NATO”, è stato “ripetutamente intercettato” da un Su-35 che ha volato “a una distanza tale da attivare i sistemi di emergenza del velivolo britannico”, mentre il secondo Sukhoi, un Su-27, ha effettuato sei passaggi, volando a soli sei metri dalla prua del Rivet Joint.L’incidente, denunciato solo oggi, si sarebbe verificato il mese scorso e, secondo il governo di Londra, “riflette la continua aggressione russa e l'intensificarsi dell'attività militare nell'Europa orientale e nell'estremo nord del Paese”, aumentando il rischio di una potenziale escalation tra il Regno Unito e la Federazione Russa, che ha già assistito a diversi “faccia a faccia” ai confini delle acque territoriali britanniche, dove Londra ha schierato navi militari per prevenire quelle che ritiene essere possibili azioni di guerra ibrida che avrebbero come obiettivo la violazione o il “sabotaggio” di cavi e oleodotti da parte di sottomarini russi appartenenti alla Gugi, la Direzione principale per la Ricerca in profondità che, secondo numerosi analisti di intelligence, rappresenta uno degli asset strategici di Mosca nel campo dello spionaggio sottomarino.Congratulandosi con l’equipaggio del ricognitore inglese, che avrebbe “mantenuto la calma” e portato a termine la missione, il ministro della Difesa del Regno Unito, John Healey, ha dichiarato che: “Questo incidente non scoraggerà l'impegno del Regno Unito a difendere la NATO, i nostri alleati e i nostri interessi dall'aggressione russa”, ribadendo che “queste azioni creano un serio rischio di incidenti e di una potenziale escalation”.