L’Aifa ha dato il via libera alla rimborsabilità di benralizumab per il trattamento della granulomatosi eosinofila con poliangite (EGPA) recidivante o refrattaria, una patologia rara causata dall’infiammazione dei piccoli vasi che può provocare danni agli organi, anche irreversibili, e che colpisce quasi sempre persone che soffrono di asma grave e rinosinusite cronica. I dati del primo studio comparativo tra farmaci biologici nelle persone con EGPA hanno dimostrato che il 58% dei pazienti trattati con questa nuova terapia ha raggiunto la remissione clinica, e una riduzione significativa dell’uso di corticosteroidi orali (OCS): tra le settimane 48 e 52, l’86% ha ridotto la dose di almeno il 50%. Inoltre, il 41% è riuscito a sospendere completamente i cortisonici, contro il 26% di pazienti trattati con l’alternativa terapeutica mepolizumab.
Una malattia complessa, spesso difficile da diagnosticarE
Si stima che nel nostro Paese a convivere con l’EGPA siano circa 1400 persone. La malattia fa il suo esordio tipicamente intorno ai 40-50 anni e si sviluppa attraverso tre fasi distinte - prodromica, eosinofilica e vasculitica - tutte caratterizzate dalla presenza eccessiva degli eosinofili (un tipo di globuli bianchi). Nelle fasi più avanzate, l’infiltrazione eosinofilica di organi e sistemi e la vasculite possono dare origine a sintomi generali quali febbre, stanchezza o dolori alle articolazioni, oppure manifestazioni specifiche come miocardite con potenziale insufficienza cardiaca, neuropatia periferica, infiltrati polmonari, porpora cutanea, gastroenteriti o glomerulonefriti.






