L'ammissione del celebre autore americano Steven Rosenbaum: «Mi assumo la responsabilità, ma gli errori non sminuiscono ciò che il mio saggio solleva riguardo alla verità»
L'ironia di scrivere un saggio sulle (pericolose) conseguenze che l'intelligenza artificiale può avere sulla verità facendosi aiutare da un chatbot. Che, però, ha fornito all'autore delle citazioni false mai corrette né dall'autore né dalla lunga catena di montaggio dell'editore. Ad avere ammesso l'errore è stato Steven Rosenbaum. Un nome che in Italia forse non dice molto, ma che negli Stati Uniti è considerato un gigante della cultura e della televisione. Non tanto per i contenuti che ha portato nelle case degli americani, ma per come ha cambiato l'infrastruttura della conoscenza e dell'informazione. Proprio Rosenbaum è stato uno dei primi a ideare il cosiddetto «user generated content», cioè i contenuti generati dagli utenti per raccontare — nel suo caso, tramite video — la propria storia. E subito dopo gli attentati dell'11 settembre ha invitato i newyorkesi a contribuire alla narrazione sull'evento con le proprie riprese. Nella sua carriera ci sono brevetti fondamentali, la fondazione di un popolare canale televisivo, un premio Emmy e numerosi libri dedicati ai media. Insomma, una figura di riferimento quando si parla di media.







