L’accaduto è ormai noto a tutti. L’11 aprile 2026, la dj belga regina dei festival, Charlotte de Witte, ha suonato per ore in piazza Matteotti a Genova, davanti al Palazzo Ducale. L’evento, organizzato dal Comune, era gratuito e ha attirato oltre 20 mila persone.

Almeno in Italia però, la vera protagonista non è stata tanto de Witte, bensì la sindaca Silvia Salis, ex martellista e dirigente sportiva, che salita sul palco non ha parlato di musica alternativa, ma ha raccontato il concerto come parte di un progetto politico. “Sono giornate pensate per i giovani… vogliamo far vivere questa città proponendo iniziative capaci di suscitare interesse” ha spiegato. Con un’età media elevata, Genova ha bisogno di attirare nuove generazioni; eventi come questo, dice, devono “interessarli e offrire loro spazi da protagonisti”. La sua foto su Instagram vicino alla dj è diventata in breve tempo iconica, quasi paragonabile a quella di Sandri Pertini al Bernabeu di Germania ’82.

Insomma, senza troppi giri di parole: un successo.

Qualche giorno dopo, a Roma, il cantautore Achille Lauro annuncia sui social un concerto segreto per la mezzanotte del 18 aprile. Il luogo viene svelato all’ultimo momento: Fontana di Trevi. Il mini live dura pochi brani, ma l’operazione non è improvvisata. È stata costruita insieme all’assessore ai Grandi eventi, Alessandro Onorato, e fa parte di un progetto per valorizzare i luoghi iconici della capitale. Per Onorato, ospitare Lauro “è un regalo che abbiamo voluto dare a tutti i nostri concittadini” e dimostra che “Roma è tornata centrale per la musica nazionale e internazionale”.