Il video della spaccata con il tombino in via Luccoli a Genova
Genova – In carcere, grazie alle telecamere ad alta definizione che costellano il centro storico di Genova, sono finiti ieri gli altri due componenti della “gang dei tombini”, la banda di ladri specializzati che nei mesi scorsi aveva seminato il panico in città facendo razzia nei negozi del centro dopo aver sfondato la vetrata d’ingresso con un chiusino. Colpi seriali messi in atto con un unico fine: procurarsi denaro per acquistare dosi di crack. In carcere con l’accusa di furto aggravato e continuato, sono finiti Gabriele Buccafurno, 40 anni, e Tiziana Damiano, 36 anni, entrambi originari di Genova. Il blitz dei carabinieri del Nucleo operativo di Genova Centro, che ha portato a questi due nuovi arresti, nasce dal fermo avvenuto il mese scorso di Giovanni Lo Russo, 34 anni, considerato ai vertici della gang e già raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare. Buccafurno e Damiano sono stati bloccati nel centro storico di Genova. I militari hanno notificato loro un ordine di arresto firmato dal giudice Liborio Mazziotta. La stessa banda, è emerso nel corso delle indagini, era da poco uscita dal carcere, dove era finita proprio per una raffica di furti in città. Nei video agli atti dell’inchiesta si vedono i tre malviventi scardinare un tombino di ghisa da un vicolo e scagliare il chiusino con forza contro la vetrina di un negozio, fino a mandarla in frantumi. Il colpo per cui sono stati tutti e tre arrestati è quello avvenuto il 10 marzo scorso in via Luccoli, alla Caffetteria Greta. I tre arrestati hanno un’esistenza difficile alle spalle e sono già noti alle forze dell’ordine. Gli inquirenti ipotizzano che lavorino al soldo dei clan senegalesi che controllano lo spaccio e che rivendano la merce rubata in cambio di stupefacente. A confermarlo ci sarebbero altri filmati nei quali sono stati ripresi in zona Darsena mentre vendevano la merce appena rubata nei negozi in cambio di dosi di crack, consumate direttamente sul posto. Dal negozio in pieno centro hanno arraffato il fondo cassa di 200 euro e vari prodotti alimentari, tra cui caramelle e gomme da masticare. Nelle carte viene evidenziato come il blitz della gang abbia causato all’esercente un danno patrimoniale ancora maggiore del bottino: oltre mille euro. Giovanni Lo Russo è difeso dall’avvocato Cristiano Mancuso, mentre gli altri due arrestati sono rappresentati dall’avvocata Celeste Pallini. Il giudice Mazziotta, nell’ordinanza di custodia cautelare, evidenzia tutta la loro pericolosità sociale: «Si dimostra -scrive il magistrato - tutta la personalità delinquenziale degli indagati, che appaiono come soggetti incapaci di porre a freno i propri istinti, decidendo liberamente di compiere reati contro il patrimonio al fine di procurarsi denaro sufficiente per l’acquisto di sostanze stupefacenti». E ancora, scrive il magistrato nel motivare la necessità della misura cautelare in carcere: «Vi è il consistente pericolo che, sempre in continuità con il progetto criminoso intrapreso, la successiva condotta degli indagati possa mettere in serio pericolo l’incolumità fisica delle persone, cagionando alle stesse violenze fisiche oltre che patrimoniali». Le indagini dei carabinieri ora si spostano sui clan senegalesi che, secondo quanto emerge dalle più recenti inchieste, starebbero commissionando ai consumatori furti in città in cambio di dosi. In questo modo i clan di Dakar, che controllano lo spaccio nel centro storico di Genova, ampliano gli affari e avviano nuovi business sempre più redditizi.







