Il bacino del Colorado sta affrontando gravi problemi di approvvigionamento idrico a causa delle persistenti siccità, ripercuotendosi su economia e ambiente di ben sette stati occidentali degli Stati Uniti
@Bureau of Reclamation
Il Colorado River, una delle principali arterie idriche del Nord America, è sempre più vicino a un punto di rottura. Dopo anni di negoziati falliti tra i sette Stati che dipendono dal suo bacino, il governo federale statunitense ha deciso di intervenire direttamente con un nuovo piano di emergenza che potrebbe portare a drastici tagli all’acqua per città, agricoltura e imprese, soprattutto in Arizona.
L’annuncio arriva dopo il mancato accordo tra Arizona, California, Nevada, Colorado, Utah, Wyoming e New Mexico sulla gestione del fiume oltre il 2026, quando scadranno le attuali regole operative dei grandi bacini artificiali di Lake Mead e Lake Powell.
Per oltre 40 milioni di persone, il Colorado River rappresenta una fonte vitale di acqua potabile, irrigazione ed energia idroelettrica. Ma decenni di sovrasfruttamento, crescita urbana, agricoltura intensiva e crisi climatica hanno prosciugato progressivamente il sistema.






