HomeTechGoogle vuole smascherare le immagini create con l’AI: arriva il bollino invisibileSearch, Chrome e Android inizieranno a segnalare contenuti generati artificialmente: la sfida è fermare deepfake e manipolazioni sempre più realisticheSynthID di Google funziona attraverso una filigrana invisibile inserita nei contenuti creati con IA (iStock)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 20 maggio 2026 – Ormai ce ne siamo accorti tutti: le immagini create con l’intelligenza artificiale stanno diventando così realistiche da confondere anche gli utenti più esperti. Ed è proprio per questo che Google ha deciso di correre ai ripari. Durante il Google I/O 2026 l’azienda di Mountain View ha annunciato un’espansione massiccia di SynthID, il sistema progettato per identificare contenuti generati o modificati tramite IA. Cosa sappiamo.

Cosa è SynthID, il sistema per identificare contenuti generati con IA

L’obiettivo è ambizioso: permettere agli utenti di capire immediatamente se una foto, un video o un contenuto online sia autentico oppure creato artificialmente. E questa volta la tecnologia non resterà confinata ai laboratori. Verrà integrata direttamente nei prodotti usati ogni giorno da miliardi di persone, da Google Search a Chrome, passando per Google Lens, Circle to Search e gli smartphone Pixel. In sostanza, SynthID funziona attraverso una sorta di filigrana invisibile inserita nei contenuti creati con sistemi di intelligenza artificiale. Un’etichetta digitale non percepibile a occhio nudo, ma rilevabile dagli strumenti di Google. Il sistema era stato presentato già nel 2023, ma ora entra in una nuova fase: quella della diffusione di massa. L’idea è che ogni utente possa ottenere informazioni dettagliate sulla origine di un’immagine semplicemente tenendo premuto su di essa. Google mostrerà se il file contiene metadati legati all’IA oppure standard C2PA, il protocollo sostenuto da diverse aziende tecnologiche per garantire maggiore trasparenza nella creazione e modifica dei contenuti digitali. La novità arriva in un momento delicatissimo. Non è un mistero che negli ultimi anni la rete sia stata invasa da deepfake, immagini fotorealistiche generate artificialmente, voci clonate e video manipolati sempre più difficili da distinguere dalla realtà.