Non solo smantellare le capacità nucleari e militari dell'Iran. Stati Uniti e Israele hanno dato il via alla guerra contro Teheran, lo scorso 28 febbraio, con l'intenzione di rovesciare il regime e di far salire al potere l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, noto per le sue ferme posizioni anti-statunitensi e anti-israeliane quando era al governo.

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Lo rivela il New York Times, sottolineando come il piano sia sfumato in seguito all'attacco che ha ucciso la guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, e che ha provocato la morte di vari funzionari iraniani apparentemente disposti a trattare sul cambio di regime.

Non a caso, all'inizio del conflitto il presidente statunitense Donald Trump aveva pubblicamente ventilato questa possibilità, senza fare il nome di Ahmadinejad ma parlando di "qualcuno dall'interno" che prendesse il controllo del Paese. Il 2 marzo, elencando pubblicamente gli obiettivi della guerra, Trump ha però evitato di menzionare il rovesciamento del regime iraniano e il segretario statunitense alla Difesa Pete Hegseth ha negato che questo rientrasse tra gli scopi degli Usa.

La notizia arriva mentre crescono i timori per una possibile ripresa degli attacchi contro l'Iran da parte di Washington, con i Pasdaran che hanno minacciato di estendere la guerra oltre la regione in caso ricominciassero i raid.