Nella notte italiana tra martedì e mercoledì i New York Knicks hanno battuto 115 a 104 i Cleveland Cavaliers nelle finali di Conference dell’NBA, le semifinali del campionato nordamericano di basket. Lo hanno fatto dopo che a otto minuti dalla fine erano sotto di 22 punti: in quel momento, secondo certe analisi, la loro probabilità di vincere era meno dello 0,1 per cento. New York è riuscita invece a mandare la gara ai tempi supplementari e poi a vincerla, segnando 30 punti e facendone fare solo 8 agli avversari.

Ai playoff di NBA ogni turno si gioca al meglio delle sette partite, e questa era solo gara-1. Per i Knicks è stato comunque un risultato importante, perché giocavano a New York e iniziare una serie perdendo in casa è spesso un problema. Vincere con una rimonta del genere, poi, è molto utile dal punto di vista morale e psicologico, soprattutto per una squadra forte ma altalenante come i Knicks, che proprio l’anno scorso subirono una rimonta simile, per certi versi perfino più inaspettata.

Questa è stata solo l’ultima di molte partite emozionanti e spettacolari di questi playoff, i più seguiti del secolo. Ed è arrivata, tra l’altro, il giorno dopo un’altra emozionante gara-1, anch’essa finita ai tempi supplementari, tra iSan Antonio Spurs e i campioni in carica degli Oklahoma City Thunder.