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In Emilia-Romagna nelle ultime settimane il dibattito sui trasporti si è concentrato soprattutto sugli aeroporti, con la Regione che attraverso una serie di incentivi sta cercando di potenziare il traffico nei piccoli aeroporti, come Rimini, Forlì e Parma. Giusto e corretto, però non va dimenticato che uno scalo aeroportuale vive e cresce se è inserito in una rete integrata con la viabilità stradale e con quella ferroviaria. Ed è quello che ancora manca in regione, purtroppo. Vero, l’alta velocità ferroviaria ha permesso viaggi più rapidi da Bologna a Milano e Firenze, con uno sviluppo di Reggio Emilia grazie alla stazione Mediopadana. Però resta ancora tutto lento verso la costa Adriatica, dove certo Forlì chiede la stazione ad alta velocità, ma dove i binari dall'Emilia alla Romagna sono ancora ferma a tanti anni fa. Senza contare che il maxi investimento sulla linea Bologna - Castel Bolognese, che dovrebbe snellire il traffico passeggeri e dare un’accelerata a quello merci, continua a essere osteggiato da comitati locali che lo considerano dannoso per il territorio. Detto questo, quello che manca è una vera rete. Un esempio. Per andare da Ravenna in aeroporto a Bologna la situazione resta complicata. In autostrada si è sempre a rischio traffico e incidenti, mentre se si arriva alla stazione di Bologna poi arrivare al Marconi non è automatico: la scelta è tra il taxi, soggetto a traffico e disponibilità, e la navetta sopraelevata (il people mover) sempre che non sia temporaneamente in manutenzione dopo una rottura. E lo stesso discorso può valere per tutti gli scali. Ecco perché, adesso, c’è da programmare, pensando realmente a come inserire gli aeroporti all’interno di una rete ferroviaria che sul locale resta scarsa e problematica. I treni regionali, a parte che sulle grandi direttrici, restano scarsi, spesso oggetto di soppressioni (vedi la linea Marradi e Faenza) e costantemente iper affollati e in ritardo, come dal capoluogo di regione verso il mare. Chiaro, la colpa non è solo delle Ferrovie e delle istituzioni, ma di una mancanza appunto di programmazione, un progetto vero che avrebbe dovuto essere disegnato decenni fa. Meglio tardi che mai, come si dice: ragioniamoci. Velocemente. Perché gli incentivi sono utili, ma senza servizi e comodità di spostamenti dagli aeroporti verso gli altri poli strategici non si aumenta il traffico. Anzi..








