Milano, 20 mag. (askanews) – Il settore vinicolo italiano ha chiuso il 2025 con vendite in calo del 2,8% rispetto all’anno precedente. A trascinare verso il basso il risultato è stato soprattutto l’estero, sceso del 3,4%, mentre sul mercato interno la flessione si è fermata al 2,2%. L'”Indagine sul settore vinicolo in Italia” dell’Area Studi Mediobanca prende in esame 255 società di capitali con fatturato 2024 superiore ai 20 milioni di euro e ricavi aggregati per 12 miliardi, metà dei quali realizzati oltreconfine.

Le aziende sotto i 30 milioni di ricavi hanno perso il 3,5%, mentre le imprese più capital intensive si sono attestate a -3,7%. La frenata si è riflessa anche sui conti: Ebitda a -4,2%, Ebit a -9,5%, risultato netto a -7,5%. La debolezza si legge anche nei canali di vendita: l’Horeca ha ceduto il 2% e rappresenta ora il 17,2% del mercato; enoteche e wine bar hanno perso il 5,1% e valgono il 5,5%; la vendita diretta è scesa dell’1% e si attesta al 7,8%. In calo anche l’online, con i siti aziendali a -2,4% e le piattaforme terze a -3,6%. Non tutti i segmenti, però, hanno accusato lo stesso colpo. Gli spumanti hanno limitato il calo all’1,5%, contro il -3,3% degli altri vini. I biologici hanno raggiunto il 6,2% del mercato e hanno perso lo 0,8%. I No-Low alcol restano sotto lo 0,5%. Sul fronte del prezzo, la fascia intermedia è quella che soffre di più con un -3,1%, davanti ai basic a -2,7% e ai premium a -2,2%.