L’amministrazione comunale di Ginosa non è rimasta in silenzio dopo le decisioni dei giudici amministrativi leccesi. «Sin dall’inizio - si legge in una nota - abbiamo agito a tutela della collettività e del territorio, convinti che la gestione della costa debba rispondere a criteri di legalità, trasparenza e visione strategica, e non a logiche emergenziali o speculative. Le sentenze del TAR rappresentano un primo grado di giudizio. Siamo consapevoli che sarà il Consiglio di Stato, da cui tutto ha avuto origine, la sede naturale per definire con chiarezza i principi applicabili. Alla luce di ciò, l’Amministrazione comunale ritiene doveroso impugnare le sentenze presso il Consiglio di Stato, nella piena convinzione di aver agito nel rispetto delle leggi vigenti e dei precedenti pronunciamenti delle magistrature superiori».

«Ricordiamo che le gare pubbliche per le concessioni sono state indette nel 2021 in ottemperanza a una chiara sentenza del Consiglio di Stato, che stabiliva l’obbligo per i Comuni di procedere all’evidenza pubblica, senza attendere ulteriori interventi legislativi. Ci troviamo, ancora una volta, in una situazione paradossale: dopo anni di incertezza normativa, siamo stati obbligati ad avviare le gare e oggi ci viene contestato proprio questo. Va inoltre evidenziato un elemento fondamentale: nella Regione Puglia, soltanto cinque Comuni hanno approvato i Piani Comunali delle Coste (PCC). Tuttavia, una nota ufficiale della Regione Puglia (del luglio 2025) chiarisce che è pienamente legittimo per i Comuni procedere con i bandi di gara anche in assenza di un PCC approvato, purché in coerenza con le norme tecniche di attuazione del Piano regionale delle coste».