L’incertezza normativa e la mancanza di una valutazione dell’impatto sugli altri consumatori sono i due elementi che hanno frenato lo sviluppo delle comunità energetiche. Anche in Italia, dove la misura è una di quelle vincolanti per gli esiti del Pnrr.
Parola d’ordine Ue: “accelerare”
Accelerare! È questa, ormai, la parola d’ordine dell’Unione europea sulla transizione energetica. Se fino a qualche tempo fa si parlava di “sviluppare”, ora sembra non esserci più tempo per indugi. Bisogna accelerare.
Lo diceva già il RePowerEu Plan nel 2022, quando evidenziava il potenziale delle comunità energetiche e dell’autoconsumo e invitava i paesi membri “to accelerate” la trasposizione del pacchetto Clean energy for all. Lo ribadiva, nello stesso anno, la UE Solar Energy Strategy e nel 2025 l’Affordable energy action plan puntava ad “accelerating” lo sviluppo delle energie rinnovabili. Sulla stessa linea, rispettivamente a marzo e aprile di quest’anno, si sono posti il Citizens’ Energy Package e la comunicazione, dal titolo inequivoco, “AccelerateEU”.
I due ostacoli più rilevanti








