Colpo di scena, la Kimera Automobili entra nel segmento delle hypercar stradali più esclusive del pianeta. Il marchio piemontese, fondato da Luca Betti e finora celebre per le sue reinterpretazioni in chiave moderna di storiche vetture da rally come la EVO37 e la EVO38, compie un lungo balzo in avanti. Con la nuova K39, infatti, l'azienda abbandona (almeno per ora) il mondo dei restomod – vetture costruite su una base tecnica preesistente – per dare vita a un bolide originale, sviluppato interamente dal foglio bianco. L'ambizioso progetto intende ridefinire i canoni delle sportive ad altissime prestazioni, staccandosi, ma non troppo, dal nostalgico passato rallystico per costruire una propria identità nel panorama internazionale delle hypercar.

Design estremo plasmato dall'aerodinamica Le linee della carrozzeria traggono ispirazione dalle silhouette delle automobili che dominavano il Campionato Mondiale Sportprototipi durante gli anni Ottanta. Il risultato è un corpo vettura lungo, basso e scolpito, con proporzioni non meno che conturbanti. Nonostante i richiami visivi con la produzione precedente siano evidenti, soprattutto nella zona anteriore e in quella posteriore, l'approccio stilistico si fa più estremo, scenografico e sofisticato. I flussi d'aria sono gestiti tramite soluzioni derivate dal motorsport, tra cui spicca un sistema S-duct nella parte frontale (per incrementare il carico verticale all'avantreno), mentre il retrotreno è dominato da ampie superfici di estrazione e da un'imponente ala che richiama le leggendarie vetture endurance.