Mettere i giovani musicisti accanto ai grandi interpreti del nostro tempo: è questa, da sempre, la vocazione della Scuola di Musica di Fiesole, che affonda le radici nella visione del fondatore Piero Farulli e che oggi accoglie sul podio dell’Orchestra Giovanile Italiana uno dei direttori più autorevoli della scena internazionale, Antonio Pappano, sabato al Teatro Donizetti di Bergamo e domenica al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La presenza di Pappano conferma il prestigio di un progetto che, dal 1984, ha formato oltre duemila orchestrali oggi presenti nelle maggiori compagini internazionali, dai Berliner Philharmoniker alle principali orchestre europee.

Maestro Pappano, perché ha scelto proprio questa orchestra giovanile?

"Conosco da molto tempo Anna Maria De Meo, sovrintendente della Scuola. Questo incontro era programmato da anni, ma per un direttore con impegni fissi non è facile trovare il tempo necessario. Ho sempre cercato di ritagliarmi ogni anno uno spazio per lavorare con i giovani. In questi anni mi sono dedicato anche alla Filarmonica di Benevento, la città da cui provengono i miei genitori. Con Fiesole, però, il contatto è sempre rimasto vivo e finalmente siamo riusciti a realizzare questo progetto. Per me è molto importante lavorare con i giovani per due ragioni: trasmettere aspetti concreti e pratici del fare musica, ricevere e condividere un diverso tipo di energia".