Una pista di atterraggio. Foto: Wikimedia

Il 2025 ha segnato per l'aviazione civile italiana un passaggio di rilievo. Non tanto per un singolo record, quanto per la qualità del consolidamento: oltre 229 milioni di passeggeri transitati nei 44 aeroporti aperti al traffico commerciale, incremento del 5% sull'anno precedente, con movimenti aerei cresciuti del 3% e merci del 2%. Il rapporto dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile fotografa un sistema maturo che cresce, ma con caratteristiche interne molto diverse da quelle aggregate. Leggerlo significa capire come l'Italia stia ridisegnando la propria posizione nella mappa della mobilità globale.

L'Italia nel contesto europeo

Tra i cinque maggiori mercati aeronautici europei, l'Italia registra nel 2025 l'incremento percentuale più elevato. La Spagna guida per volumi assoluti con oltre 322 milioni di passeggeri, cresciuti del 3,9%. Segue il Regno Unito con 299 milioni e un aumento del 2,3%. L'Italia si colloca al terzo posto con 229,7 milioni, ma è il solo tra i grandi mercati a segnare un +5%. La Germania segue con oltre 220 milioni (+3,6%), la Francia chiude con 183 milioni (+2,8%).

Il posizionamento italiano non è quello di un mercato maturo che avanza per inerzia. I volumi del 2025 superano del 12,5% quelli del 2019, anno di riferimento pre-pandemico: non si tratta più di recuperare il terreno perduto durante la pandemia, ma di una crescita che va oltre quei livelli. A confermarlo è anche il rapporto tra movimenti aerei e passeggeri: i voli sono cresciuti del 3% a fronte di un +5% dei passeggeri, il che significa che ogni aereo trasporta mediamente più persone. Le compagnie non aumentano le frequenze nella stessa proporzione in cui cresce la domanda, ma ottimizzano il riempimento degli aerei già operativi — una logica da settore maturo, non da mercato in espansione aggressiva.