Foto di Antonio Massariolo

Che cosa significa oggi tracciare un confine? È ancora una linea che separa Stati e territori oppure è diventato qualcosa di più mobile, poroso e ambiguo? Parte da queste domande Lines, Loops, Leaks. Riflessioni contemporanee sul confine, la nuova mostra della Fondazione Imago Mundi, visitabile dal 16 maggio al 2 agosto 2026 alle Gallerie delle Prigioni di Treviso.

Curata da Mattia Solari, l’esposizione riunisce sedici artisti internazionali che affrontano il tema delle frontiere attraverso installazioni, video, fotografia, pittura e scultura. Un percorso che nasce in continuità con Out of Place, la mostra precedente dedicata agli artisti che hanno vissuto nei campi profughi.

“È una naturale evoluzione dell’indagine su ciò che accade nel mondo - spiega Solari a Il Bo Live -. Questa mostra va a indagare un fenomeno molto presente nell’attualità, cioè come ci relazioniamo con i limiti, con i confini, con ciò che ci separa dagli altri”.

Il confine, però, qui non viene trattato semplicemente come tema geografico o politico. Nel testo curatoriale Solari chiarisce subito la prospettiva della mostra, che è quella che “tracciare un confine non è mai un gesto neutro”. Delimitare uno spazio, scrive, è “un’azione carica di implicazioni simboliche e politiche, di mistero e di violenza”.