HomePratoCronacaIncontro con gli studenti. L’iniziativa al DatiniBanchelli: "Per troppo tempo chi ha governato non ha colto i segnali". Targetti presenta ‘il piano d’azione’. Biffoni: "Ognuno deve fare la sua parte, sindaco ma anche lo Stato". Belgiorno: "Avrei voluto essere coinvolto".La forze dell’ordine in una confezione di via Palestro, uno degli ultimi controlliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPRATO

Due dei sei candidati a sindaco, Banchelli e Targetti, erano ieri mattina sul Lungarno del Tempio a Firenze, nei giardini che portano il nome di Antonino Caponnetto, dove l’omonima Fondazione ha scelto di presentare ai giornalisti in una conferenza stampa il dossier 2026 relativo alla criminalità mafiosa a Prato. Ma tutti i candidati nel corso della giornata hanno poi commentato la relazione destinata a scaldare il dibattito pre-elettorale. "La Fondazione Antonino Caponnetto ha lanciato un allarme chiarissimo, facendo presente come la situazione sia gravissima e che sarebbe un errore abbassare la guardia – le parole di Banchelli – Ricordo che il candidato sindaco del centrosinistra tenne per sé la delega alla sicurezza durante il primo mandato da primo cittadino, senza ottenere risultati all’altezza". Per Banchelli serve una "politica forte, seria e credibile, che collabori senza ambiguità con procura, prefettura e forze dell’ordine". E ha ribadito l’idea di sfruttare il decreto Sicurezza del governo per istituire Zone Rosse "nell’ottica di un contrasto più efficace alla criminalità".