PADOVA - Sei anni fa, all'inizio di marzo 2020, uno studente fuori sede a Padova spendeva in media 335 euro per una stanza singola. Oggi ne servono 490. In mezzo ci sono una pandemia, il boom turistico della città, la crescita dell'università e un mercato immobiliare completamente cambiato.I numeri arrivano dall'ultima analisi di Immobiliare.it Insights, che ha confrontato i canoni medi delle stanze universitarie tra marzo 2020 e marzo 2026 nelle principali città universitarie italiane. Il risultato è netto: Padova registra un aumento del 46%, piazzandosi tra i rincari più pesanti tra i grandi atenei italiani. Peggio fanno soltanto Bari (+59%), Cagliari (+58%) e Palermo (+55%). Ma il dato padovano racconta comunque una trasformazione profonda della città e del suo equilibrio abitativo.

Le cause «Non deve sorprendere che Padova sia sul podio dei rincari tra i mega atenei», osserva Silvia Dell'Uomo, presidente di Fimaa Confcom Confcommercio Padova. Il motivo, spiega, è duplice: da un lato il successo crescente dell'Università, che continua ad attrarre studenti da tutta Italia, dall'altro la progressiva riduzione dell'offerta abitativa disponibile per gli affitti tradizionali. «Molte piccole unità immobiliari sottolinea sono state destinate agli affitti brevi, anche per effetto del grande richiamo turistico di Urbs Picta». In altre parole: più turismo e più studenti, ma meno stanze disponibili sul mercato ordinario. Il risultato è una pressione crescente sui prezzi, che negli ultimi anni ha cambiato il volto del mercato immobiliare cittadino. Non a caso, il tema degli studentati e delle nuove residenze universitarie è diventato centrale nel dibattito urbanistico padovano. I lavoratori Ma ridurre la questione a un semplice "problema per studenti" sarebbe, secondo Patrizio Bertin, un errore. «Il costo degli affitti non riguarda soltanto i fuori sede universitari spiega il presidente di Confcommercio Padova . Lo stesso problema emerge quando le imprese cercano collaboratori e non riescono a trattenerli perché chi arriva da fuori non trova un alloggio sostenibile». Un passaggio che allarga il tema dalla questione universitaria a quella economica e occupazionale. Per molte aziende, soprattutto nel commercio e nei servizi, trovare personale disposto a trasferirsi in città sta diventando sempre più complicato proprio a causa dei costi abitativi. Il confronto Il fenomeno, comunque, non riguarda soltanto Padova. In quasi tutte le città universitarie italiane i prezzi delle stanze sono aumentati più dei monolocali, che nello stesso periodo hanno registrato rincari medi attorno al 22%. Eppure le differenze tra città restano marcate. Milano continua a essere la più cara d'Italia, con una media di 729 euro al mese per una stanza singola. Seguono Firenze (625 euro), Roma (609) e Bologna (599). Padova chiude la top five nazionale con i suoi 490 euro mensili, restando distante dalle prime quattro ma consolidandosi ormai tra le città universitarie più costose del Paese.Non ovunque, però, la corsa dei prezzi è stata così rapida. A Verona l'aumento negli ultimi sei anni si ferma al 25%, a Parma al 29%, mentre Siena e Udine sono le città che hanno registrato i rincari più contenuti: appena +12%. Numeri che comunque confermano una tendenza ormai evidente anche a Padova: il successo universitario e turistico della città porta crescita e attrattività, ma presenta anche un conto sempre più pesante sul fronte abitativo. Un conto che oggi pesa soprattutto sulle nuove generazioni.