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Gli Stati Uniti hanno prolungato la sospensione delle sanzioni sul petrolio russo fino a metà giugno. L’annuncio, che riguarda solo il greggio e derivati già caricati sulle petroliere, arriva in risposta alle richieste di alcuni Paesi particolarmente colpiti dalla crisi energetica innescata dalla guerra in Iran. La mossa di Washington mira ad aumentare temporaneamente l’offerta mondiale di petrolio, calata dall’inizio del conflitto in Medio Oriente e, di conseguenza, a contenere l’impennata del prezzo del petrolio fisico. Ma tra le intenzioni dichiarate e le implicazioni concrete di questa decisione, si fanno strada le critiche di coloro che temono che questa decisione possa essere l’ennesima manna per le casse del Cremlino.
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