CONEGLIANO - È stata sporta denuncia ai carabinieri sul caso del tredicenne che ha ferito due compagni di classe in una scuola media dell’hinterland coneglianese. Gli accertamenti sono ancora in corso, ma si tratterebbe di due episodi di violenza distinti avvenuti a distanza di pochi giorni. Per i quali i genitori degli alunni sono preoccupati perché temono si verifichino episodi ancora più gravi nei confronti dei loro figli.

Il quadro La situazione è delicata e anche altri enti ne sono a conoscenza. Il comportamento irruento del tredicenne era già emerso nel corso dell’anno scolastico in altre occasioni. Ma mai si era scagliato contro i propri coetanei come quelle avvenute la scorsa settimana.Gli episodi In particolare, nel primo episodio ha sferrato un pugno ad un compagno spedendolo in ospedale per le ferite riportate, mentre nel secondo ne ha minacciato un altro fuori da scuola. Nel primo caso, inoltre, il tredicenne si era allontanato dopo l’aggressione, tanto che sarebbe stato necessario allertare i soccorsi per ritrovarlo.In ogni caso, entrambe le situazioni hanno messo in allarme le famiglie degli altri studenti. Che ora chiedono che vengano presi dei provvedimenti, non solo per la sicurezza dei propri figli, ma anche per aiutare il tredicenne in un momento di difficoltà.L’altro caso Per certi versi, la questione ricorda quella già nota in una scuola elementare sempre del coneglianese, dove i comportamenti violenti di un alunno nei confronti di compagni e anche insegnanti, avevano preoccupato i genitori dei piccoli alunni. Sputi nei piatti, calci sferrati a studenti e insegnanti, volgarità scritte a pennarello nei bagni, gergo pornografico nei corridoi, vessazioni in mensa, parolacce e insulti che bimbi di quell’età non dovrebbero nemmeno conoscere: questi erano stati gli episodi riportati dalle famiglie, capaci di turbare l’equilibrio della classe.In quell’occasione era nato un comitato spontaneo composto da 16 mamme e papà che si erano anche riunti davanti della primaria per protestare, tenendo anche i proprio figli fuori dalle aule. Assieme a loro, si erano uniti anche altri genitori e cittadini. L’intenzione era quella di trovare una soluzione, per riportare la serenità in classe e soprattutto cercare di dare una mano al piccolo. Il comitato aveva anche assunto un avvocato per cercare di capire come proseguire sul caso. Anche perché , in due casi, un bimbo e un’insegnante hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.Il dialogo L’intenzione dei genitori della secondaria in cui si trova il tredicenne, è praticamente la stessa: non cercare assistenza legale, ma bensì aiutare il tredicenne che in questo momento versa in una situazione difficoltà, anche dal punto di vista familiare. Per evitare che in classe si verifichino altre situazioni di violenza ma soprattutto per la sua serenità personale. Nel frattempo, per domani sarebbe prevista una riunione congiunta tra scuola e gli altri enti coinvolti, tra cui i servizi sociali, per parlare di quanto accaduto e cercare di delineare un quadro risolutivo.