Allena il tennis, ma il peso più grande lo porta dentro: la morte del padre e quella del suo ex fidanzato. Aryna Sabalenka, a 28 anni, si racconta senza filtri in una lunga e densa intervista a Vogue, che restituisce il ritratto di una campionessa segnata da due tragedie che hanno cambiato per sempre la sua vita.

La scomparsa del padre

Nel novembre 2019, quando lei aveva 21 anni, il padre, un promettente giocatore di hockey la cui carriera era stata spezzata da un incidente di moto, è morto improvvisamente di meningite: “Fino ai miei 13 anni circa eravamo benestanti”, ricorda Sabalenka, raccontando di un uomo che poi si era reinventato gestendo un’attività di riparazione auto. “Pensai ‘ca..o lo porterò io stessa all’ospedale se l’ambulanza non lo porta’. Lo hanno preso il terzo giorno ed era troppo tardi. È stato ancora più difficile per mia madre. E non mi ero accorta fino a più tardi di quanto mia sorella avesse sofferto. Eravamo entrambe le ‘bambine di papà’”, racconta, con una voce che ancora si spezza. Oggi le capita ancora di piangere, di sera, magari vedendo un video di un padre che reagisce a una vittoria sportiva di un figlio o di una figlia. “Immagino come avrebbe reagito e piango da impazzire, come se lo avessi appena perso. Poi ci sono così tanti padri nel circuito, e quando vedo un rapporto sano e un padre orgoglioso penso: ragazza, goditelo, perché non sai mai cosa può succedere. Sei così fortunata”, dice.