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Cecilia Mussi

La tennista bielorussa numero 1 del mondo si racconta su Vogue: «Molti allenatori mi dicevano che ero stupida e che l'unica cosa che sapevo fare era colpire la palla con troppa forza»

Per l’immagine di copertina è stata fotografata con un top nero, una gonna semitrasparente e un paio di scarpe col tacco altissimo. Un look da modella con un corpo da numero uno del tennis mondiale. Aryna Sabalenka, 28 anni compiuti a inizio maggio, si sta preparando per il Roland Garros (lo scorso anno è arrivata in finale poi persa contro Coco Gauff) e tra un allenamento e l’altro si è raccontata a Vogue con una lunga intervista. Ha parlato tanto di tennis ma anche anche della sua vita privata, che nonostante la giovane età è stata più volte messa sotto i riflettori di media e social, non sempre per motivi nobili. Si parte da Madrid 2026, dove per la prima volta dopo 16 partite perde sprecando sei match point contro la numero 32 del ranking. «Non è stata una partita facile - racconta - La notte in cui ho perso, ho sognato tutti quei match point. Sognavo un punto, mi svegliavo e pensavo a quell'occasione persa». Celebre per le sue sfuriate in campo, Sabalenka spiega di aver reagito in un modo diverso di fronte a questa sconfitta. «Questo è il lato difficile dell'essere un'atleta: non puoi vincere tutto. Il tuo corpo, a un certo punto, ti fermerà, ti limiterà. Ma è anche la bellezza dello sport. È bello anche quando qualcuno di giovane e promettente batte il numero uno al mondo. Se c’è sempre la stessa persona che vince tutto, non sarebbe nemmeno più divertente guardarla».