Invertire il ruolo di vittima e carnefice non è infrequente nei casi di abuso. Sembra alla ricerca di un nuovo record in questa disciplina Roland Weissmann, ex direttore generale della Orf, la Rai austriaca. Il dirigente ha dovuto lasciare il suo posto dopo che il 4 marzo scorso è emersa una vicenda molto grave, scrive in una lunga analisi lo Spiegel: una ex dipendente di Weissmann, sostenendo di essere stata a lungo molestata dal dirigente tramite il suo avvocato ha chiesto che il manager lasciasse il suo posto, pagasse le spese legali e donasse 25.000 euro a un’organizzazione che sostiene i diritti delle donne. Altrimenti la vittima si sarebbe rivolta ad altri dirigenti del servizio pubblico per raccontare loro la storia delle attenzioni morbose di Weissmann nei suoi confronti.
La segnalazione comprendeva materiale che documenta gli approcci sgraditi andati avanti per anni. Richieste esplicite di rapporti sessuali, foto non richieste del suo pene. La dipendente lo respingeva, beccandosi anche insulti e aggressioni verbali.
Dopo l’esplosione del caso, all’inizio il manager avrebbe cercato addirittura di trattare una buonuscita con l’azienda, alla fine ha deciso di mollare di colpo il suo posto l’8 marzo, quattro giorni dopo. La motivazione ufficiale della tv pubblica è stata che l’addio sia da motivare con un caso di molestie, Weissmann stesso ha fatto diramare subito dopo una nota in cui si citavano «comportamenti inappropriati» e si faceva capire che il passo indietro fosse stato necessario per non danneggiare la sua azienda.






