Già la situazione non è bella in Europa, dove oltre il 50% dei cittadini non usa quasi mai i mezzi pubblici a causa di gravi carenze nei servizi. Ma in Italia, come per mole altre voci (vedi costi delle bollette, per dirne una), le cose vanno anche peggio: l’80% dei nostri connazionali non li utilizza perché li percepisce come insicuri o di difficile accesso. Entrambi i dati emergono dal report “Access Denied: Transport Poverty in Europe” (“Accesso negato: povertà dei trasporti in Europa”). Il documento nasce da una ricerca commissionata all’Oeko-Institut da Greenpeace Europa centro-orientale (Cee) e rivela che nel 90% dei Paesi europei analizzati oltre la metà della popolazione non utilizza il trasporto pubblico regolarmente. Con l’eccezione di Svizzera, Lussemburgo ed Estonia, in media oltre il 50% dei cittadini utilizza il trasporto pubblico meno di una volta al mese o mai. In Italia la popolazione che non utilizza quasi mai o mai il trasporto pubblico arriva appunto all’80%, il secondo dato più alto dietro a Cipro.
Gli autori dell’indagine sottolineano che la mancanza di valide soluzioni di trasporto esclude, di fatto, molti cittadini da servizi pubblici e infrastrutture sociali essenziali, lasciando fino al 19% della popolazione senza altra scelta se non quella di possedere un’auto, con conseguente aumento delle spese familiari e delle emissioni di gas serra. Non tutti, inoltre, sperimentano la povertà dei trasporti nella stessa maniera. La disparità è anche demografica: donne e anziani sono le categorie più colpite da problemi di sicurezza e accessibilità che spesso rendono il trasporto pubblico un’opzione difficilmente praticabile. L’Italia risulta tra gli ultimi Paesi dove le persone utilizzano il trasporto pubblico perché l’accesso è percepito come troppo difficile o insicuro.







