Dopo aver dichiarato l'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (Pheic) – il massimo livello di allerta possibile – per l'epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo e in Uganda, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha convocato per oggi, 19 maggio, il suo comitato di emergenza. Pur avendo specificato che l'emergenza in corso "non soddisfa i criteri di emergenza pandemica", l'Oms ha spiegato che il focolaio dovuto al virus Bundibugyo "costituisce un rischio per la salute pubblica degli altri Stati membri a causa della diffusione internazionale della malattia". In base a quanto ha riferito il portavoce del governo di Kinshasa finora sarebbero almeno 131 i decessi segnalati e altri 513 casi sospetti, inoltre diversi casi sarebbero stati registrati anche in altre aree dell'est del Congo dopo i primi casi nella provincia di Ituri.

Nonostante le rassicurazioni dell'Oms sull'assenza del rischio pandemico, l'attenzione internazionale sul focolaio in corso è molto elevata, per diversi motivi. Tra tutti l'incertezza sull'estensione geografica del focolaio e la gravità della malattia causata dal virus Bundibugyo, per il quale a differenza di altri virus responsabili dell'Ebola, non esistono né trattamenti disponibili né vaccini. Il virus causa infatti una malattia molto grave con febbre emorragica virale. Secondo quanto riporta la Fondazione Umberto Veronesi, la letalità media stimata dell'Ebola è pari al 50%, ma storicamente questo tasso ha oscillato tra il 25% e il 90%. Gli Stati Uniti hanno annunciato che non potranno entrare nel Paese i cittadini non americani che negli ultimi 21 giorni hanno visitato le regioni colpite dal focolaio. In Italia invece il ministero della Salute ha attivato i protocolli di sorveglianza sanitaria "nei confronti del personale di organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, impiegati nel Paese interessato dal focolaio, provenienti da tutti i territori della Repubblica democratica del Congo e dell'Uganda". A Fanpage.it il punto del professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università Statale e Direttore sanitario dell’Irccs ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio di Milano.