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La Corte penale internazionale ha chiesto un mandato di arresto per Benjamin Netanyahu, primo ministro di Israele, Bezalel Smotrich, Ministro delle Finanze e per Itamar Ben Gvir, Ministro della sicurezza. Una notizia che era stata anticipata dal quotidiano israeliano Haaretz e che viene commentata dallo stesso Smotrich in una conferenza stampa nella quale il leader del partito Sionismo Religioso ha immediatamente rilanciato. "È una corte antisemita", ha detto riferendosi ai giudici de L'Aja, accusando l'Autorità Nazionale Palestinese di essere la regia della richiesta della Corte Penale Internazionale. I mandati di arresto arriverebbero dopo l'emissione delle sanzioni contro alcune organizzazioni dei coloni israeliani e i loro dirigenti, applicata dall'Unione Europea la scorsa settimana. Tra le organizzazioni sanzionate c'era anche Regavim, la Ong fondata proprio da Smotrich che si occupa della demolizione delle case dei palestinesi in Cisgiordania. L'accusa è di crimini contro l'umanità.

La risposta al mandato di arresto: "Avranno la guerra" Smotrich è stato il primo a rispondere tra quelli che sarebbero i destinatari della richiesta di mandato di arresto e ha usato dei toni gravissimi. "‘Le mani sono quelle dell'Aja, ma la voce è quella dell'Autorità Palestinese. Questa organizzazione ha iniziato una guerra e riceverà in risposta una guerra" ha detto. Come primo atto di questa "guerra" che a questo punto dovrebbe identificarsi contro la Corte Penale Internazionale, il leader dell'estrema destra israeliana ha annunciato di aver firmato l'ordine di evacuazione per il villaggio palestinese di Khan al Ahmar, che si trova a nord est di Gerusalemme. Il villaggio, da diversi anni al centro di un tentativo di demolizione totale da parte delle autorità israeliane, si troverebbe nell'area interessata dal progetto di espansione coloniale E1, approvato dallo stesso Smotrich nell'agosto del 2025. Si tratta del ricongiungimento della colonia di Ma'ale Adumim con il quartiere Mont Scopus di Gerusalemme Est, un'area interamente occupata dai coloni. La realizzazione di E1 porterebbe alla divisione finale della Cisgiordania palestinese in due, spezzando la continuità territoriale delle zone palestinesi. Nel documento, di cui Fanpage.it è entrata in possesso, si legge: "Funzionari dell'Amministrazione Civile hanno dichiarato la necessità di attuare gli ordini di demolizione emessi a partire dal 2009 contro le strutture illegali nel complesso". In buona sostanza secondo l'ordine firmato da Smotrich l'intero villaggio di Khan al Ahmar sarebbe illegale. Una pratica di pulizia etnica molto diffusa da parte delle autorità israeliane, che sta colpendo duramente dal 2023 le regioni della Massafer Yatta, l'area di Gerusalemme e la zona intorno a Ramallah. Smotrich decide quindi di rispondere alla eventuale richiesta di arresto della CPI con un atto, che di fatto, ne conferma le azioni delle quali sarebbe accusato, ovvero la volontà di cancellare i villaggi palestinesi della Cisgiordania, favorendo al contempo l'allargamento delle colonie considerate illegali dal diritto internazionale.