19 maggio 2026 14:10
Uno spettacolo dedicato a Margherita Hack che guarda alle stelle e si ubriaca di universo, fra narrazione e musica. Isabella Dapinguente – testi e narrazione Gypsinduo – Claudio Ughetti Fisarmonica e Gio Stefani ChitarraLo spettacolo andrà in scena in cupola, in un’inedita versione site specific, e sarà preceduto da una breve presentazione del cielo notturno a cura di Cristina Tioli.A oltre cento anni dalla nascita dell’astrofisica Margherita Hack, uno spettacolo che guarda alle stelle e si ubriaca di universo, fra narrazione e musica.Come Margherita. Con la testa fra le stelle e i piedi per terra. Belli saldi nella vita, nella politica, tra gli altri. La vita e le convinzioni di una donna libera, dal pensiero indipendente e dal piglio grintoso e comunicativo.Se "to hack" nella lingua inglese significa "fare a pezzi", Margherita ha saputo certamente farlo degli stereotipi, delle barriere che allontanano le donne dalla scienza e delle convinzioni che vogliono l’astrofisica un linguaggio incomprensibile ai più. È un invito particolarmente rivolto alle ragazze a lasciarsi affascinare dalle discipline scientifiche e a immaginare per sé un futuro poco convenzionale.Un dialogo che, a suo modo, concilia le suggestioni poetiche, mitologiche e musicali del firmamento e la visione del pensiero scientifico. Il rigore dell’osservazione sperimentale con la potenza narrativa della storia delle scoperte. L’uomo non è al centro dell’Universo, ma è indiscutibilmente il fulcro di questo spettacolo. Infinitamente piccolo ma, al tempo stesso, infinitamente grande.Una narrazione "a due voci", scritta e portata in scena da Isabella Dapinguente, un contrappunto tra Margherita Hack e l’autrice, proiettato nello spazio dalla musica dei Gypsinduo – Gio Stefani alla chitarra e Claudio Ughetti alla fisarmonica – che reinterpretano con arrangiamenti originali classici "stellari" – da Stardust a Fly me to the moon, un’eco molto umana dell’armonia delle celesti sfere.Iscriviti al canale Whatsapp di ModenaToday








