Esiste un luogo, sospeso tra il riverbero del Pacifico e le colline di Hollywood, dove il concetto di “abbastanza” viene masticato e sputato via come un chewing-gum senza sapore. A Los Angeles, se guidi una Ferrari Purosangue, sei semplicemente uno dei tanti fortunati; ma se vuoi davvero che l’asfalto tremi al tuo passaggio, devi bussare alla porta del laboratorio di RDB LA. È qui che una delle creature più discusse e desiderate di Maranello ha subito una trasformazione che definire audace sarebbe un eufemismo, diventando un manifesto di stravaganza “americanissima” pronta a superare agevolmente la barriera del milione di dollari di valore.

Un omaggio argentino avvolto nel candore californiano

Il primo impatto con questa Purosangue è uno schiaffo cromatico di rara eleganza e sfrontatezza. La carrozzeria è stata interamente rivestita nella tonalità Azzurro La Plata, un chiaro e poetico omaggio alle scuderie argentine che correvano negli anni Cinquanta, trasformando il SUV in una nuvola carica di storia. Ma non lasciatevi ingannare dalla delicatezza del colore: l’anima di questa vettura è feroce.

Per contrastare la carrozzeria pastello, il proprietario ha preteso interni bianchi come il marmo, creando un contrappunto cromatico che eleva l’auto a vera e propria installazione d’arte moderna su quattro ruote. Tuttavia, il vero “crimine” di bellezza avviene quando lo sguardo scivola sui dettagli della carrozzeria, dove la fibra di carbonio smette di essere un materiale tecnico per diventare pura decorazione visiva.