In un mercato automobilistico che oscilla tra proclami ambientalisti e brusche frenate sulle vendite di auto elettriche, la Volvo ha compiuto un passo che sembra uscito da un manuale di strategia d’avanguardia: il marchio svedese continua a vendere regolarmente vetture a combustione, ma non possiede più alcuna fabbrica dedicata alla produzione di motori termici. Si tratta di una scelta radicale che segna una linea di demarcazione netta rispetto al passato e che trasforma Volvo in uno dei pochi costruttori tradizionali pienamente devoti alla causa dell’elettrificazione.
La notizia, emersa dalle dichiarazioni di Anders Bell, Chief Engineering and Technology Officer di Volvo, rivela che i motori a combustione interna non sono più considerati parte della “tecnologia core” dell’azienda. Questo cambiamento non è rimasto solo sulla carta, ma ha avuto un impatto fisico sugli stabilimenti: le vecchie linee di produzione di motori a benzina e diesel sono state vendute o convertite per produrre motori elettrici.
Oggi, l’intera strategia manifatturiera di Volvo è pesantemente centrata sui veicoli elettrici (EV). Nonostante ciò, i listini della casa svedese pullulano ancora di modelli mild-hybrid e plug-in, specialmente in mercati come quello statunitense dove i SUV a benzina continuano a dominare le vendite.







