Volvo ha chiuso il 2025 con 710mila auto vendute e un calo del 7%, ma è pronta a trovare nuovo slancio con la EX60, il nuovo suv elettrico basato sull’innovativa piattaforma SPA3 che darà vita ad altri due modelli preceduti da altre novità. Nessuno però si illude che la ripresa sarà veloce, tantomeno in Italia dove l’estinzione definitiva del diesel in gamma ha provocato un calo del 26,5% nelle immatricolazioni. «La flessione era ampiamente prevista – ammette il ceo e presidente di Volvo Italia, Michele Crisci – e durerà ancora 12-18 mesi però nel frattempo avremo l’aggiornamento di alcuni dei nostri modelli ibridi plug-in e lo sviluppo fisiologico dell’elettrico, segmenti dove Volvo ha una penetrazione nettamente superiore alla concorrenza».

La EX60 dunque è il primo tassello per tornare a correre e per farlo alla maniera di Volvo puntando cioè su stile, tecnologia, sostenibilità e sicurezza, aspetti per i quali la nuova nata si pone come nuovo riferimento. La EX60 ha uno stile che si rifà alla EX90, con il frontale caratterizzato dai fari a martello da Thor e una coda che ricorda la EX30. È lunga 4,8 metri (10 cm in più rispetto alla XC60) ed è la prima Volvo costruita con la tecnica del mega casting: la parte posteriore del pianale è infatti realizzata in un sol pezzo in alluminio riciclato al 50% ricavato per pressofusione a 3.800 tonnellate sostituendo oltre 100 componenti così da avere minore complessità, più resistenza e maggiore leggerezza. La EX60 è anche la prima Volvo con batteria cell-to-body, ovvero integrata con la scocca e nella quale anche le celle hanno una funzione portante, facendo risparmiare peso e spazio.