Pantani, ancora lui. La scorsa settimana abbiamo raccontato dell'ennesima inchiesta giudiziaria che sta volgendo al termine. Quella che provava a trovare una verità che negli ambienti tutti conoscono già, anche se purtroppo è una verità...solo vera e non giudiziaria.

La verità su Madonna di Campiglio.

Il 5 giugno 1999, mentre stava stravincendo il Giro d'Italia, in Trentino il Pirata fu probabilmente incastrato alla vigilia della penultima tappa: controllo antidoping, ematocrito alto, esclusione dalla gara rosa. Cu fu qualcosa di strano, ormai indimostrabile forse, in quel controllo. E in quei giorni era tutto strano, si è scoperto col tempo: c'erano, ad esempio, mille scommesse che davano Pantani escluso dal Giro d'Italia, scommesse messe in fila dalla camorra. Se il Pirata vinceva la corsa, il banco per la camorra saltava.

Pantani, guarda caso, non ha vinto la corsa e da quel giorno ha cominciato a precipitare, a rotolare nella discesa degli inferi, verso l'inferno e verso la morte, avvenuta nel maledetto San Valentino 2004.

In quegli anni Marco, finito nel tunnel della droga, dell'alcol e della perdizione che non era altro che disperazione, ha provato a rimettersi a correre. “Noi lo aiutavamo per salvargli la vita, non per farlo vincere”, mi hanno detto in questi giorni persone che gli stavano vicino e che volevano ostinatamente, a fin di bene, rimetterlo in sella.