Milano – Dire “macchiaioli” non significa solamente Toscana. Nell’immaginario comune, infatti, quando si pensa al gruppo di pittori che nella seconda metà dell’Ottocento iniziano a dipingere la realtà che li circonda, dandole forma accostando macchie di colore distinte, con vivaci e veloci pennellate, vengono in mente la Maremma di Giovanni Fattori, il pergolato in un assolato pomeriggio sui colli fiorentini dipinto da Silvestro Lega o le paesane toscane predilette da Vincenzo Cabianca. Eppure questo gruppo di pittori rivoluzionario è stato attivo anche in Liguria e sono diverse le tele “liguri” esposte nella mostra “I macchiaioli”, prorogata fino al 5 luglio e visitabile a Milano, nella cornice di Palazzo Reale.

Genova sullo sfondo de "La partenza da Quarto dei Mille" di Gerolamo Induino

Gli ideali di Mazzini e la partenza dei Mille Si parte da una splendida istantanea della partenza dei Mille dallo scoglio di Quarto. Garibaldi è in piedi, pronto a raggiungere uno dei due vapori al largo e guidare la temeraria spedizione. Attorno a lui fervono i preparativi, tra chi è già salpato e chi sulla riva si attarda a salutare i propri cari, tra baci, carezze e qualche lacrima. Sullo sfondo le casette gialle, rosse e arancioni su cui si riflettono i colori del tramonto e in fondo la Lanterna, simbolo della città di Genova. L’autore, in questo caso, è Gerolamo Induno che coi macchiaioli condivise lo stesso impegno civile e patriottico. Fu proprio Giuseppe Mazzini, genovese d’eccezione, a ispirare gli ideali di questo gruppo di giovani. Al Caffè Michelangiolo di Firenze si sognava di fare un’Italia unita, libera e repubblicana anche attraverso un rinnovamento della pittura. Così molti di loro prendono parte alle guerre d’indipendenza, in prima linea, raccontando le imprese di quell’eroe dei due mondi e dei suoi sostenitori.