Iniziate le operazioni di recupero dei corpi(Sara Gandolfi, inviata) Sono iniziate alle 11 le operazioni di recupero dei quattro subacquei italiani imprigionati nella grotta di Alimatha, alle Maldive. Avverranno con una sorta di staffetta. I tre sommozzatori finlandesi di Dan Europe, inviati dal governo italiano, prevedono oggi di recuperare due corpi, cercando di riportarli fino a 30 metri di profondità. A quel punto interverranno i sommozzatori della Guardia Costiera delle Forze di Difesa Nazionali delle Maldive (MNDF) che trasporteranno i corpi da 30 metri a 7 metri. L’ultimo tratto, da 7 metri alla superficie, sarà infine affidato alla polizia maldiviana. Per la missione verrà utilizzato un ROV (veicolo subacqueo a controllo remoto).
Il disegno dello grotta(Sara Gandolfi, inviata) Il disegno fatto ieri dal portavoce del presidente maldiviano: si vede l’ingresso (o prima grotta, dove è stato trovato il corpo di Gianluca Benedetti) che si restringe in un corridoio lungo circa 30 metri e alto fra 1,5 e 2,5 metri (la seconda sezione, dove si sono fermati i sub maldiviani), che verso la fine sale e poi scende, come un sifone, per entrare nella seconda grotta (o terza sezione), molto ampia, alta fino a 40 metri, tra i 20 e i 60 metri di profondità. Non ha le pareti lisce ma presenta diverse ramificazioni senza uscita. In una di queste hanno trovato i corpi dei quattro sub italiani.










