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Diego Nargiso ha vissuto appieno le emozioni di un'edizione del torneo di Roma che resterà memorabile. L'ex campione, coach, intervistatore, opinionista e commentatore è stato una presenza fissa al Foro Italico dove ha potuto ammirare le imprese di Sinner e vivere la splendida atmosfera dell'impianto capitolino. Con l'orgoglio di chi vede un tennis sempre più capace di raggiungere e coinvolgere tante persone, il classe 1970 partenopeo ha raccontato ai nostri microfoni la forza dei momenti più significativi delle ultime due settimane. Dalla rinascita di Sinner contro Medvedev passata attraverso quel memorabile e indimenticabile urlo liberatorio, all'ovazione per Ruud, fino alla premiazione alla presenza del Capo dello Stato e di Panatta. Un incrocio tra sport e vita, che vale molto di più di un trionfo.
Diego partiamo da te, ovviamente, e dalle emozioni che hai vissuto in questa edizione degli Internazionali di Roma. Tu hai sempre uno sguardo privilegiato. "Credo che quello che abbiamo vissuto quest’anno sia quasi irripetibile. Poi lo diciamo sempre e i ragazzi puntualmente ci smentiscono, però le emozioni di questa edizione sono state incredibili. E non parlo soltanto delle vittorie, che già di per sé sono state straordinarie. Le vittorie di Andrea e Simone nel doppio sono state qualcosa di meraviglioso, hanno fatto emozionare tutti, persino il presidente della Federazione Angelo Binaghi, che a un certo punto era visibilmente commosso. Poi vedere il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella premiare insieme ad Adriano Panatta, cinquant’anni dopo, Jannik Sinner… sono immagini che restano nella storia. Sono emozioni indimenticabili per uno sport che oggi sta entrando sempre di più nelle istituzioni del Paese e che ormai è imprescindibile per la crescita dell’Italia". Diego Nargiso durante uno dei suoi interventi in un convegno Ormai il tennis domina in Italia, quanto orgoglio c'è? "Oggi ci rendiamo conto che il tennis è diventato capofila dello sport italiano, insieme ad altre federazioni straordinarie come il nuoto, l’atletica, la scherma o gli sport invernali. Con le Olimpiadi e con questi risultati, lo sport rappresenta la faccia più bella dell’Italia: una faccia sana, multiculturale, inclusiva, aggregante e rispettosa. E io partirei proprio da questo. Il tennis, oggi, non rappresenta più soltanto uno sport o un evento agonistico. È diventato un momento storico per il nostro Paese, un elemento di unione nazionale. E c’è anche un altro aspetto bellissimo: pensiamo a Luciano Darderi".














