di
Chiara Currò Dossi
Sempre più complessa l'indagine sulla morte della 19enne durante un allenamento. L'avvocato della famiglia: «Chiarire se quanto accaduto si poteva evitare»
L’indagine sulla morte di Matilde Lorenzi, che la Procura di Bolzano aveva aperto e chiuso nell’arco di 24 ore, e che era stata riaperta dopo la memoria depositata dai famigliari, si fa sempre più complessa. Al punto che all’udienza di ieri, 18 maggio, il giudice per le indagini preliminari (gip), Ivan Perathoner, ha accolto la richiesta del perito incaricato di chiarire le cause del decesso dell’atleta, il medico legale Mario Gulisano, e nominato un secondo specialista, Osvaldo Chiara, esperto in traumatismi, che avrà ora 60 giorni di tempo per analizzare la cartella clinica di Lorenzi (e in particolare la Tac «total body» eseguita in ospedale) e stabilire quali siano stati i traumi riportati, i loro effetti sul corpo e le possibilità di sopravvivenza.
L'incidente e gli indagatiLorenzi, sciatrice della Nazionale juniores, 19 anni, era morta all’ospedale di Bolzano il 28 ottobre 2024, il giorno dopo una caduta in allenamento sulle piste della val Senales. Sull’accaduto, la Procura aveva aperto un fascicolo per «atti non costituenti notizia di reato», archiviato 24 ore dopo. L’indagine era stata riaperta un anno dopo, dopo la memoria depositata dai famigliari dell’atleta, con allegate due consulenze (una medicolegale e una relativa alle misure di sicurezza che sarebbero state omesse). Due gli indagati: Lukas Tumler, il responsabile della sicurezza sulle piste e degli impianti di risalita del comprensorio Alpin Arena Senales, e Angelo Weiss, l’allenatore e preparatore della pista di slalom gigante «Grawand G1», sulla quale si stava allenando Lorenzi.








