Redazione
18 maggio 2026 13:23
I consiglieri Dario Chinnici e Giulia Argiroffi
"Ha fatto la donna di tutti, politicamente parlando". Questa frase, pronunciata dal consigliere Dario Chinnici all'indirizzo della collega Giulia Argiroffi durante una conferenza dei capigruppo ha fatto scoppiare un vera e propria bufera in Comune. "Insulti sessisti", è l'accusa rivolta al capogruppo di Lavoriamo per Palermo da Ismaele La Vardera, deputato Ars e leader di Controcorrente, movimento al quale Argiroffi ha recentemente aderito assieme a Ugo Forello. "Il sindaco Lagalla non può lasciare passare, considerando che si tratta del suo riferimento politico in Consiglio comunale", ha scritto La Vardera in una nota.
“Per noi - ha aggiunto - l'unica cosa accettabile a parte di Chinnici sono le dimissioni e la presa di distanza del sindaco. Parliamo di legalità, parliamo di violenza sulle donne e poi queste cose accadono dentro le istituzioni: Chinnici si vergogni, non è degno neanche di essere chiamato uomo".La frase incriminata sarebbe stata detta da Chinnici durante una discussione nell'ambito del piano delle alieanazioni e valorizzazioni. Nella sala dove erano riuniti i capigruppo è stato subito il putiferio, con Argiroffi che ha replicato: "Ma si può dire una porcheria del genere… Mi ha dato della p…". In difesa di Argiroffi - come si vede dal video che ha immortalato la scena, diffuso da La Vardera - sono subito intervenute le consigliere Sabrina Figuccia (Lega) e Teresa Piccione (Pd). “Con un uomo non l'avresti detto…", è stata la reazione di Figuccia. "Io parlavo di politica", ha precisato Chinnici.La denuncia dell'assessore Giusi Savarino: “Contro di me insulti sessisti sui social, ora basta”"Condanniamo fermamente questo gesto. Una frase di una gravità inaudita: Lagalla prenda le distanze e chieda scusa a nome della città alla nostra consigliera comunale", ha concluso La Vardera. A difesa di Giulia Argiroffi interviene anche Ugo Forello, consigliere comunale di Controcorrente: “Le parole rivolte alla consigliera Giulia Argiroffi non sono una caduta di stile: sono la fotografia nitida di una cultura sessista, misogina e profondamente offensiva, che colpisce una donna soltanto perché donna. Far finta di nulla, oggi, significherebbe essere complici. E allora una domanda va posta, senza ipocrisie: perché il consigliere Chinnici - che ho sempre stimato, fino ad oggi - non ha mai mosso una sola critica nei miei confronti, pur avendo io compiuto le stesse identiche scelte politiche della collega Argiroffi? La risposta è sotto gli occhi di tutti, e pesa. Su questa vicenda bisogna andare fino in fondo”.Sul caso interviene anche il presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo: "Esprimo la mia più totale solidarietà alla collega Giulia Argiroffi, vittima di un gravissimo insulto da parte di un altro consigliere. Il Consiglio comunale di Palermo, così come ogni istituzione democratica, non può e non deve essere un luogo in cui trovano spazio insulti e aggressioni verbali. Ancor meno quando si tratta di offese a una donna, che non solo feriscono profondamente la persona colpita, ma ledono anche la dignità e l’immagine dell’intero Consiglio comunale. È necessario che il confronto politico, anche nelle divergenze più accese, resti sempre fondato sul rispetto reciproco e sulla tutela della dignità delle persone".Vicini a Giulia Argiroffi anche il capogruppo di FdI Giuseppe Milazzo e il presidente cittadino Antonio Rini. “Quanto accaduto durante la conferenza dei capigruppo è inaccettabile e lesivo della dignità delle istituzioni - commentano Milazzo e Rini -. Non possiamo tollerare insulti sessisti, che non trovano alcuna giustificazione e che mortificano il confronto politico. La collega Argiroffi non ha bisogno di avvocati difensori, anche perché donna tenace e donna alla quale riconosciamo grande capacità e competenze”. Infine Milazzo aggiunge: “Non accettiamo però lezioni morali da chi, come La Vardera, è abituato a buttarla in caciara e a offendere anziché argomentare con serietà e rispetto delle istituzioni”.Anche dall'opposizione arriva solidarietà a Giulia Argiroffi: "Quanto avvenuto nella riunione dei capigruppo di stamane è inaccettabile e incompatibile con il ruolo istituzionale che ogni rappresentante eletto è chiamato a ricoprire. Il confronto politico, anche il più duro, non può mai degenerare in attacchi personali o espressioni offensive, tanto più quando assumono un chiaro carattere sessista e nessun confronto politico può degenerare in offese personali. Non è tollerabile assistere ancora a episodi di questo tipo all’interno delle istituzioni cittadine, così come fuori di esse. Chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere di mantenere un linguaggio rispettoso e di dare il buon esempio, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni". Lo scrivono in una nota i consiglieri e le consigliere del Partito Democratico Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi, del Movimento 5 Stelle Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli, di Avs Giambrone e Mangano, di Controcorrente Forello, del Gruppo Misto Carmelo Miceli e Giaconia, e Franco Miceli.






