F. S.
18 maggio 2026 18:47
Il sindaco Roberto Lagalla col consigliere comunale Dario Chinnici - Foto archivio
Oltre a mostrare la bacchetta del professore - quale realmente è - per richiamare l'allievo che l'ha combinata grossa, il sindaco Roberto Lagalla ha dovuto indossare i panni del pompiere per provare a gettare acqua sul fuoco della polemica del giorno. Il primo cittadino ha dovuto redarguire il consigliere Dario Chinnici, capogruppo di Lavoriamo per Palermo, espressione dello stesso Lagalla, reo di aver appellato la collega dell'opposizione, Giulia Argiroffi, come “la donna di tutti, politicamente parlando”. Ma allo stesso tempo, ha invitato tutti i componenti di Sala Martorana a pesare le parole."Ha fatto la donna di tutti, politicamente parlando", bufera al Comune per una frase di Chinnici ad ArgiroffiLagalla: “Parole da stigmatizzare, ma tutti abbassino i toni”Tutto è iniziato stamattina con la diffusione di un video sui social in cui Chinnici durante una conferenza dei capigruppo pronuncia la frase che ha poi provocato l'inevitabile bufera. Il consigliere viene accusato di “insulti sessisti” da Ismaele La Vardera, deputato Ars e leader di Controcorrente, movimento al quale Giulia Argiroffi ha recentemente aderito assieme a Ugo Forello. "Il sindaco Lagalla non può lasciare passare, considerando che si tratta del suo riferimento politico in Consiglio comunale", scrive La Vardera in una nota. Poi arrivano le numerose e inevitabili reazioni sia da alcuni componenti dell'opposizione che della maggioranza di solidarietà nei confronti di Argiroffi.In pieno pomeriggio, si materializza l'intervento del sindaco attraverso un lungo comunicato che prova a mettere un punto sulla vicenda. “Quanto accaduto durante la conferenza dei capigruppo impone a tutti una riflessione sul livello del confronto politico e istituzionale in città. Ritengo doveroso stigmatizzare l’espressione infelice utilizzata dal consigliere Dario Chinnici nei confronti della consigliera Giulia Argiroffi, così come considero importante prendere atto del chiarimento e delle scuse che sono già state rivolte personalmente”, scrive Lagalla.“Questa amministrazione - prosegue - ha sempre mantenuto una posizione chiara di rispetto nei confronti delle donne e, più in generale, verso ogni espressione democratica, politica e istituzionale. Palermo ha bisogno di un confronto serio, anche acceso nei contenuti, ma sempre rispettoso delle persone. Allo stesso tempo, credo sia necessario che tutti, nessuno escluso, abbassino i toni del dibattito pubblico e politico”. Il primo cittadino cita anche il capo dello Stato nel suo invito a moderare i termini. "Il richiamo a ‘disarmare le parole’, più volte espresso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, deve rappresentare un riferimento per tutte le forze politiche e per chiunque abbia responsabilità istituzionali. In un clima di forte contrapposizione, ogni espressione che alimenti delegittimazione personale, esasperazione verbale o tensione reciproca rischia di allontanare il confronto dai temi reali che interessano la città. La contrapposizione politica non può mai trasformarsi in scontro personale. È un principio che vale sempre, per maggioranza e opposizione. L’auspicio è che, con senso di responsabilità da parte di tutti, il confronto possa essere riportato sui temi e sugli interessi della città, che restano la priorità assoluta dell’amministrazione comunale”, chiude il sindaco.Chinnici: “Mi scuso per la frse infelice, ma la collega mi ha offeso”Poco prima delle dichiarazioni di Lagalla, arriva la nota di Chinnici. “Desidero chiarire pubblicamente quanto accaduto durante la conferenza dei capigruppo. La frase da me pronunciata era riferita esclusivamente al piano politico e non voleva in alcun modo rappresentare un giudizio personale o offensivo nei confronti della consigliera Giulia Argiroffi. Chi mi conosce sa bene il rispetto che ho sempre avuto nei confronti delle donne, dentro e fuori le istituzioni. Intendevo fare esclusivamente riferimento ai numerosi cambi di partito della collega, muovendo una critica squisitamente politica e senza alcun altro riferimento. Riconosco però che si sia trattato di una frase infelice, che poteva essere interpretata in maniera diversa dalle mie intenzioni ed è per questo che ho già chiesto scusa personalmente alla collega Argiroffi”. Il consigliere Chinnici che mai prima d'ora era incappato in scivoloni del genere ci tiene a restituire il quadro completo dell'episodio: “Allo stesso tempo, però, non posso non rilevare come il racconto di quanto accaduto sia stato parziale e strumentale. Nel video diffuso pubblicamente è stata estrapolata soltanto una breve parte finale della discussione, omettendo completamente ciò che era avvenuto pochi istanti prima. La collega Argiroffi, infatti, mi aveva precedentemente rivolto accuse e parole pesanti davanti a tutti i presenti, trattandomi sostanzialmente come un delinquente. È in quel clima di forte tensione che è maturata la mia risposta, che resto comunque il primo a considerare sbagliata nei toni. Proprio perché credo nel rispetto reciproco, penso sarebbe corretto che, accanto alle scuse che io ho già rivolto alla collega per la mia frase infelice, arrivasse anche un riconoscimento delle espressioni offensive che sono state rivolte nei miei confronti all’inizio della discussione. Questo non cambia la mia assunzione di responsabilità per quanto detto, ma aiuta a ricostruire i fatti nella loro interezza, senza trasformare un confronto politico acceso in una rappresentazione distorta utile soltanto ad alimentare polemiche".








