"Puntare all’’inaudito’, non all’ ’unico’ perché già è stato fatto tutto prima di noi". È il pluri-obiettivo che persegue Carolina Bubbico, cantante, polistrumentista, compositrice, per tre volte direttrice d’orchestra a Sanremo. Con un dettaglio che sembra geologico: nell’effondere arte, qualsiasi essa sia, stratifica, sovrappone, fa emergere, lavora per placche tettoniche piuttosto che per sussurri e sillabe.
Una Pangea sonora in cui tutto torna a toccarsi. Ce ne parla in occasione della presentazione di Vocàlia_ GroundUP Music_, quarto album che stasera alla voce e percussioni sfoglia al Bravo Caffè (alle 22) col fratello Filippo (basso e voce) e Gabriel Pardo (percussioni e voce).
Carolina, dopo Controvento, Una donna e Il dono dell’ubiquità, arriva Vocàlia: sveliamone l’onomatopea.
"Il disco, uscito ad aprile, che porto in tour in estate, è un’orchestra multilingue su nove tracce di melodia e armonia, ritmo, messaggio. La parte ritmica è stata registrata da Abdissa Assefa e Filippo ha curato la produzione dell’album, suonando i synth bass".
Un satellite che ruota intorno al suo progetto sinfonico Pangea?







