L'incontro alla Camera di Commercio di Roma
Non si tratta dell’onda lunga del Giubileo. La crescita del turismo a Roma è ormai una costante che non sembra incontrare battute d’arresto. Così, dopo i record del 2025, la Capitale continua a far registrare dati in aumento.Oggi, lunedì 18 maggio, è stata presentata la ricerca dell’Istituto Piepoli “Turismo: prospettive e opportunità per l’estate 2026” nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma. è stato un momento per scattare una fotografia del turismo italiano concentrandosi, ovviamente, anche su Roma.Come anticipato, nel 2025 la Città Eterna ha registrato numeri da record. Secondi i dati dell’Ente bilaterale del turismo del Lazio descritti durante la presentazione della ricerca, è stato ricordato che, lo scorso anno, sono stati 27,7 milioni gli arrivi negli esercizi ricettivi (+3,6% sul 2024) e 62,9 milioni le presenze turistiche (+3,1% sul 2024).Il trend positivo continuaE chi poteva pensare che si trattassero di numeri gonfiati per via dell’anno giubilare è stato smentito. Nel primo bimestre 2026 si conferma, infatti, il trend positivo di crescita: +3,8% di arrivi e presenze +2,8% rispetto al 2025.Insomma, l’exploit del turismo non è un evento casuale. Come è stato ribadito durante l’incontro, la tendenza alla crescita dei visitatori è ormai radicata e di lungo periodo. Secondo i dati elaborati da Sociometrica, nel 2024 il valore aggiunto generato dal turismo a Roma ha raggiunto la cifra record di 13,3 miliardi. Un risultato dovuto a un aumento delle presenze dell’80% in dieci anni (2014-24), dato di gran lunga superiore a Firenze e Venezia.Verso le vacanze estive 2026La mattinata è servita per tracciare una stima di quello che accadrà la prossima estate 2026. Il nuovo sondaggio dell’Istituto Piepoli - condotto su un campione rappresentativo di 500 intervistati tra il 20 e il 22 aprile 2026 - rivela che, nonostante una forte voglia di viaggiare, oltre la metà degli italiani (54%) ha cambiato idea o è incerto sul da farsi a causa del complesso e instabile scenario mondiale. L’aumento dei prezzi (voli, energia, inflazione) e la sicurezza sono le due principali preoccupazioni.La destinazione preferita rimane l’Italia (56%), seguita dall’Europa (29%) e dai Paesi extra Ue (9%). Il dato più significativo dello studio riguarda il cambiamento delle abitudini dovuto alla situazione internazionale: il 54% degli intervistati, infatti, ammette di aver modificato i propri piani. In particolare, il 23% si è orientato verso mete considerate più sicure e il 21% ha scelto di restare nei confini nazionali rinunciando all’estero.La situazione internazionale pesa “molto o abbastanza” sulle decisioni di viaggio per ben il 67% del campione. Le preoccupazioni principali che guidano queste scelte sono: aumento dei prezzi (65%): il caro voli, l’energia e l’inflazione rappresentano l’ostacolo maggiore. E il “caro vita” pesa, inevitabilmente, sui portafogli: se il 48% manterrà lo stesso budget dell’anno scorso, ben il 34% degli italiani si vede costretto a diminuire la spesa per le vacanze rispetto all’anno precedente.Questo scenario si inserisce, poi, in un contesto psicologico complesso: il sentimento generale nei confronti della vita è peggiorato per il 45% degli intervistati negli ultimi mesi, con una minima parte che vede, invece, dei miglioramenti (9%).“I dati della ricerca dell’Istituto Piepoli confermano che il turismo resta un pilastro fondamentale del nostro sistema economico - afferma Il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti - ma ci dicono anche che siamo di fronte a un viaggiatore profondamente prudente e informato. Se da un lato il 70% degli italiani non intende rinunciare a un periodo di vacanza, dall’altro emerge una chiara richiesta di protezione: protezione del proprio potere d’acquisto, minacciato dall’aumento dei prezzi, e protezione della propria sicurezza in un contesto internazionale instabile. Come Camera di Commercio di Roma – conclude Tagliavanti - riteniamo che questa forte spinta verso le mete nazionali possa rappresentare anche un’opportunità che le nostre imprese devono saper cogliere, puntando su un’offerta di qualità che sappia bilanciare alti standard a costi sostenibili. La sfida per l’estate 2026 non sarà solo attrarre più visitatori, ma trasmettere valori come accoglienza, qualità e sicurezza che, oggi più che mai, rappresentano il vero valore aggiunto del Made in Italy”.






