Ci sono incontri che sembrano piccoli dettagli nella giornata di qualcuno. E invece cambiano completamente il destino di chi li vive. Per Charlie, un minuscolo gatto arancione arrivato al rifugio completamente solo, quell’incontro ha avuto il muso un po’ scontroso di un gatto adulto di nome Wallace. All’inizio sembrava infastidito dalla presenza del cucciolo. Poi, lentamente, è diventato la cosa più vicina a una famiglia che Charlie avesse mai avuto.

Troppo piccolo per farcela da solo

Charlie è arrivato al rifugio senza mamma o fratellini. Aveva poco più di due settimane, una lieve infezione e nessuna possibilità di sopravvivere senza cure continue. Per questo è stato affidato a Nikki, volontaria esperta dell’associazione Hearts Alive Village, abituata ad accogliere gattini neonati bisognosi di assistenza costante. Il piccolo doveva essere alimentato con il biberon giorno e notte. A quell’età non sapeva ancora mangiare da solo e dipendeva completamente da chi si prendeva cura di lui.

Il rischio dei gattini cresciuti da soli

Chi accudisce cuccioli orfani conosce bene un problema frequente: senza altri gatti con cui confrontarsi, i piccoli tendono a considerare gli esseri umani come compagni di gioco, sviluppando comportamenti che normalmente imparerebbero a controllare insieme ai loro simili. Per questo Nikki ha pensato subito a Wallace, il suo gatto residente. Non esattamente il tipo che accoglie tutti a braccia aperte.