Risoluzione desiderata:

Messa in dubbio in diretta, l'appartenenza dell'impronta

La provocazione dell’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio, durante la trasmissione Ignoto X: il legale si domanda come sia possibile che sul pomello della porta della cantina — il luogo in cui venne trovato il corpo di Chiara Poggi e dove sul muro fu repertata l’impronta 33 attribuita dall’accusa al suo assistito — non vi sia alcuna traccia biologica.

"Chiedo al dottor Ghizzoni, dice cataliotti a Pino Rinaldi durante Ignoto X, se mi spiega come ciò sia possibile, perché quella porta può essere aperta con un calcio, con il gomito, con il ginocchio, spingendola, ma può essere chiusa soltanto tirando verso di sé il pomello

E questa fu la versione di Stasi: può essere chiusa soltanto tirando verso di sé il pomello. Talché mi domando, e mi dico a voce alta da profano della materia: com’è possibile che non ci sia quello stesso materiale biologico o quello stesso sangue sul pomello, se l’impronta 33 l’ha lasciata davvero l’assassino in quella circostanza? Aspetto una risposta", ha dichiarato Cataliotti, dopo aver rimarcato che il dottor Bisogno esclude comunque che si tratti dell’impronta di Sempio.